I computer pensano? "Contano le domande"

In un presente dominato dall’Intelligenza Artificiale e ChatGpt occorre esercitare il dubbio e riscoprire il ‘Metodo Calvino’

I computer pensano?: "Contano le domande"

I computer pensano?: "Contano le domande"

"In un mondo pieno di risposte a fare la differenza sono le domande". Non ha dubbi Andrea Prencipe, rettore dell’Università Luiss, che insieme a Massimo Sideri ha scritto un libro, ’Il Visconte Cibernetico. Italo Calvino e il sogno dell’intelligenza artificiale’, (ediz.LUP) per interrogarsi sulla sfida che attende l’umanità da qui ai prossimi decenni: il confronto con computer sempre più evoluti in grado di rivaleggiare con l’uomo nella sua attività più peculiare, il pensiero.

Già dal titolo si intuisce che non si tratta di una minaccia bensì di un’opportunità, perché il riferimento a Italo Calvino?

"Perché Calvino è stato un contemporaneo del futuro. Già cinquant’anni fa nei suoi scritti si è interrogato sull’evoluzione della tecnologia e i cambiamenti che avrebbe portato nella nostra vita, addirittura in ‘Cibernetica e Fantasmi’ si è posto il tema delle macchine che sono in grado di pensare e addirittura di scrivere romanzi. Il ’Visconte Cibernetico’ è un omaggio al ’Visconte dimezzato’ che come ricorderete, dopo essere stato colpito da una palla di cannone, era diviso in due metà - una buona e l’altra cattiva - che però solo riunite potevano funzionare. Non dobbiamo rischiare di avere un approccio a metà con l’intelligenza artificiale: essa può diventare il nostro co-pilota per tutte le professioni".

Cos’è il ’metodo Calvino’?

"È un metodo innovativo per leggere e comprendere la complessità delle sfide future".

Cosa ne pensa dell’uso di ChatGpt nel mondo della formazione?

"L’università deve preparare i giovani al futuro: allenarli all’ars interrogandi, ovvero la capacità di saper porre le giuste domande. Dubitare e investigare la realtà significa guardarla con approccio scientifico. ChatGPT è uno dei tanti strumenti di intelligenza artificiale e come tale occorre imparare a utilizzarlo al meglio".

a cura di Roberto Canali