Domenica 14 Aprile 2024

Parola di Crusca: “Giustizia”

Gli statuti di Firenze del 1355 e la Costituzione italiana sottolineano l'importanza dell'uguaglianza e della giustizia nel sistema giuridico, affrontando sfide attuali e storiche

GIUSTIZIA

GIUSTIZIA

Senza filosofeggiare troppo, parto da un testo concreto: "et rendano ragione et giustitia nel palagio del Comune di Firenze". Così gli statuti di Firenze del 1355 assegnano il compito di risolvere le controversie ai giudici del Podestà. La parola ripete un significato che si è ormai cristallizzato nella definizione antica del giurista romano Ulpiano, utile ancora oggi, come nel Trecento, per avvicinarci al concetto: "la giustizia è la costante e perpetua volontà di dare a ciascuno quello che gli spetta". Questa frase rimarrebbe un’affermazione vuota, anche se scritta spesso sulle mura dei Tribunali, se non si coniugasse con il principio di uguaglianza, fissato dalla nostra Costituzione. La quale, come frutto di un lungo percorso avviato dalle rivoluzioni americana e francese e passato attraverso gli sviluppi del costituzionalismo europeo, all’articolo 3 non si limita a stabilire in astratto che "tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali di fronte alla legge" senza alcuna distinzione, ma introduce l’obbligo per la Repubblica di rimuovere gli ostacoli che si frappongano alla attuazione in concreto dell’uguaglianza: perché, cioè, a ciascuno possa essere sempre dato il suo in base alla situazione di fatto in cui si viene a trovare; e così si realizza anche la giustizia. I costituenti hanno avuto l’occhio lungo: l’importante sarebbe riuscirci davvero, nonostante la complessità delle sfide che spesso si pongono.

*Ordinario di Storia del Diritto Medievale e Moderno e Accademico della Crusca