Venerdì 12 Aprile 2024

La parola del giorno: “FOMO”

È la paura di essere esclusi dalle esperienze sociali, accentuata dall'uso dei social media. Il termine, di origine anglosassone, indica un'ansia generata dalla dipendenza virtuale e dalla mancanza di partecipazione

FOMO

FOMO

Partecipare e manifestare sono diritti sanciti dalla nostra Costituzione. Ma oltre che in maniera fisica, il nostro tempo ci ha abituati ad essere presenti continuamente anche virtualmente, per esprimere opinioni, condividere eventi, sostenere battaglie e sottoscrizioni. Insomma, “esserci“ comunque.

Il passaporto a questa possibilità sono soprattutto i social media, al punto da generare una sorta di patologia indicata con l’acronimo “Fomo“, dall’inglese fear of missing out, che significa paura di essere tagliati fuori, estromessi da un evento o un’esperienza: non esserci.

Il termine è talmente entrato nell’uso, che anche l’Accademia della Crusca lo ha registrato fra i neologismi.

La parola è di origine anglosassone e si diffonde all’inizio del Duemila "per descrivere un’ansia generata da una qualsiasi estromissione sociale e/o dall’impossibilità di partecipare a un evento o a usufruire di un servizio, o di comprare un prodotto".

Fomo entra poi nella lingua italiana nel 2011 circa con le prime attestazioni sul web, per indicare la patologia dovuta dalla dipendenza virtuale, per descrivere una vera ansia generica prodotta da un qualsiasi tipo di estromissione sociale, non necessariamente alimentata dal confronto con la realtà virtuale. Con questo significato è entrata anche nel lessico giovanile, in contesti ironici e giocosi.

A cura di Olga Mugnaini