Giovedì 11 Aprile 2024

E-bike per tutti, se la pedalata è assistita

OLTRE I 25 CHILOMETRI L’ORA DIVENTA UNO SCOOTER E SERVONO PATENTE, IMMATRICOLAZIONE E ASSICURAZIONE

E-bike per tutti, se la pedalata è assistita

E-bike per tutti, se la pedalata è assistita

D iventate un fenomeno di massa nel 2021, grazie agli ecoincentivi e la voglia di tornare a uscire all’aperto dopo i lunghi mesi passati in casa per il Covid, le e-bike sono diventate a tutti gli effetti protagoniste degli spostamenti anche da parte di chi, senza particolari attitudini sportive, ha riscoperto il piacere di andare in bicicletta. Merito del motore elettrico che “assiste“ la pedalata e la rende più dolce, soprattutto in salita quando la fatica dovuta al dislivello di fa sentire. Un trend non solo italiano, ma europeo: se il numero complessivo di bici vendute è diminuito, passado dai 17,1 milioni del 2021 ai 14,7 del 2022, per le e-bike non c’è crisi. Le vendite hanno superato i 5,5 milioni di esemplari, per un valore di oltre 21 miliardi di euro.

A tutti gli elementi comuni alle bici tradizionali le e-bike sommano un piccolo motore a batteria che entra in funzione nel momento in cui si inizia a pedalare, supportando la spinta meccanica azionata dalle gambe e diminuendo quindi lo sforzo necessario. Anche se sono facili da utilizzare e per la loro estrema versatilità siamo portati a considerarle alla stregue di un giocattolo le e-bike sono metti di trasporto a tutti gli effetti e in quanto tali ricadono sotto le norme del Codice della Strada. Per poter circolare in Italia, una bici elettrica a pedalata assistita deve anzitutto essere conforme alla normativa sui velocipedi. Si tratta di veicoli il cui motore elettrico non può superare la velocità massima di 25 km/h. Si chiama pedelec (contrazione di pedal electric cycle), o bici a pedalata assistita, la tipologia di bici elettriche più diffusa. L’alimentazione del motore elettrico della bicicletta a pedalata assistita viene progressivamente ridotta, o addirittura infine interrotta quando il veicolo raggiunge la velocità limite o prima se il ciclista smette di pedalare.

Secondo gli standard EN 15194 e ISO 4210, per essere classificato come bicicletta il veicolo con pedalata assistita non può avere una potenza nominale continua superiore ai 250 Watt. Se per queste biciclette non è richiesta patente o assicurazione il discorso cambia per i modelli più potenti, dotati di acceleratore sul manubrio e soprattutto motori e batterie più potenti, che il Codice della Strada equipara a tutti gli effetti a ciclomotori, e non possono essere utilizzati senza assicurazione e patente. Le s-pedelec (speed pedelec), dette anche pedelec45, sono bici elettriche a pedalata assistita ma come si può intuire già dal nome, sono più veloci rispetto alle normali pedelec poiché dispongono di un motore più potente che consente loro di raggiungere una velocità più alta, fino a 45 km/h, oltre il limite tollerato per la classe dei velocipedi. Per legge le s-pedelec non possono superare una potenza nominale continua di 4000 Watt.

Rispetto alle normali pedelec, le speed pedelec vengono equipaggiate con telai più stabili e freni più potenti per aumentare la sicurezza a fronte di una velocità più alta. Per la legge le s-pedelec sono equiparate ai ciclomotori, e ciò vuol dire che per guidarle bisogna avere un’età minima, essere provvisti di patente AM, utilizzare obbligatoriamente il casco. L’aspetto più importante, però, è che il mezzo deve essere immatricolato, targato e dotato di copertura assicurativa per rispondere di eventuali danni a terzi. Ciò significa che non possono andare dappertutto, ma devono rispettare le norme vigenti per i motoveicoli, come limiti di velocità, zone a traffico limitato.

A cura di Marina Santin