Giovedì 11 Aprile 2024

Maurizio De Giovanni racconta la sua città: “Se andassi via da Napoli non scriverei più”

Nell’80esimo anniversario dell’ultima eruzione del Vesuvio (1944), il famoso scrittore napoletano ha parlato di luci e ombre ai microfoni di Radio 1. “Scaramanzia? Un vezzo, nessuno ci crede”

Lo scrittore napoletano Maurizio De Giovanni

Lo scrittore napoletano Maurizio De Giovanni

Napoli, 18 marzo 2024 – “Se andassi via da Napoli non scriverei più”. È lo scrittore Maurizio De Giovanni a raccontare il suo legame speciale con la sua città, un rapporto viscerale e profondo diventato al scintilla del suo lavoro di narrazione. E, di questo filo speciale, l’autore delle imprese del Commissario Ricciardi e di tantissimi libri di successo – tra cui i romanzi che hanno da cui sono state tratte fortunate fiction tv, come ‘I bastardi di Pizzofalcone’ e ‘Mina Settembre’ – ne ha parlato questa mattina ai microfoni di Rai Radio 1.

Racconto quello che dice la città”, ha detto lo scrittore napoletano durante la trasmissione ‘Giù la maschera’, oggi dedicata alla città partenopea con il titolo 'All'ombra del Vesuvio’. Il 18 marzo segna, infatti, l’80esimo anniversario dell'ultima eruzione del Vesuvio, avvenuta nel 1944.

Napoli tra luci e ombre

La sua Napoli, raccontata tra luci e ombre. “È una città assorbente, 'stretta’. Basti pensare che è il posto più densamente popolato d'Europa, nonostante i rischi. Le problematiche da zona rossa, che ci sono sempre state, sono notoriamente incombenti”, ha spiegato De Giovanni.

I fatti che arrivano delle cronache tratteggiano una città effervescente, ma anche piena di contraddizioni. Da una parte il centro storico patrimonio dell’Unesco e i Quartieri Spagnoli sempre più votati al turismo – come ha sottolineato spesso la stampa estera, anche se spesso con alcune stoccate, come il caso di ‘Le Monde’ e ‘Le Figaro’ – e le storie di riscatto come il rapper Geolier, che sogna di dare un futuro ai ragazzi di Secondigliano, ma anche l’arte e il talento dei napoletani che la rendono unica al mondo. Dall’altra, la città delle voragini e dei fiumi di fango, ma anche di spaccio e guerra di Camorra.

Vesuvio e Campi Flegrei

E poi i Campi Flegrei, che incombono su tutto. ‘Purtroppo abbiamo avuto una serie di scosse molto recenti – ha detto questa mattina in radio Maurizio De Giovanni, rispondendo alle domande in diretta dei conduttori da Marcello Foa e Alessandra Ghisleri – anche oltre il magnitudo 3. Credo che questo renda la città diversa, 'stretta’, in cui le classi sociali sono sovrapposte e interagiscono tra loro. Questo crea una omogeneità culturale, che è una ricchezza straordinaria”.

“Scaramanzia? Un vezzo: nessuno ci crede”

Due, per Maurizio De Giovanni, le peculiarità di Napoli e dei napoletani: “Innanzitutto la provvisorietà, che porta alla duttilità, alla capacità di guardare il futuro sempre con ottimismo. La seconda è il fatalismo, perché sappiamo che contro il Vesuvio, come contro i Campi Flegrei, non c'è possibilità di combattimento”.

E poi c’è la Napoli della superstizione, tra mito e realtà. “La scaramanzia? È un vezzo: nessuno crede realmente alla scaramanzia. Un esempio è lo scudetto vinto dal Napoli lo scorso anno: nonostante mancasse la matematica, abbiamo iniziato a festeggiare due mesi prima, perché era tanta la voglia di farlo”.