Lunedì 20 Maggio 2024

Arrestato garante detenuti Napoli, l'accusa per Pietro Ioia: droga e cellulari in carcere

Secondo la procura, Pietro Ioia approfittava dei colloqui con i carcerati per introdurre cellulari e stupefacenti a Poggioreale, che poi venivano smerciati da detenuti complici. Otto gli arrestati

Napoli, 18 ottobre 2022 – Arrestato il garante dei detenuti di Napoli, Pietro Ioia accusato di avere introdotto cellulari e droga nel carcere napoletano di Poggioreale. Il provvedimento di arresto, emesso dal gip del tribunale napoletano, ha riguardato in tutto otto persone – sei sono finite in carcere e altre due agli arresti domiciliari – ritenute gravemente indiziate, a vario titolo, dei reati di associazione a delinquere finalizzata “all'accesso indebito di dispositivi idonei alla comunicazione da parte dei detenuti, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti e corruzione”.

Arrestato il garante detenuti di Napoli, il gip: "Pietro Ioia perno del gruppo criminale"

Secondo la procura, la compagna di uno degli arrestati – attraverso il garante – faceva recapitare telefoni e droga ad alcuni detenuti complici della banda, che poi venivano venduti alle altre persone recluse, creando un vero e proprio commercio illegale in carcere.

Pietro Ioia durante una protesta davanti al carcere di Napoli
Pietro Ioia durante una protesta davanti al carcere di Napoli

Sommario:

L’inchiesta: il ruolo del garante

L'attività investigativa, svolta dal giugno 2021 al gennaio 2022, ha consentito agli inquirenti di delineare l'esistenza di un'associazione per delinquere, radicata nel capoluogo partenopeo, finalizzata alla commissione di una serie indeterminata di delitti, in particolare l'introduzione illegale di telefoni cellulari e sostanze stupefacenti all'interno della Casa Circondariale di Poggioreale.

Tra i partecipanti al sodalizio, oltre ad alcuni detenuti dell'istituto penitenziario, figura anche Pietro Ioia, Garante dei diritti delle persone private o limitate nella libertà personale del Comune di Napoli, tuttora in carica. L'indagato, avvalendosi del suo ruolo, che gli consentiva libero accesso all'interno delle carceri, avrebbe introdotto, dietro compenso, telefonini e droga.

Secondo quanto accertato nel corso dell’inchiesta, Pietro Ioia avrebbe approfittato dei colloqui da garante, mirati a verificare le condizioni in cui versavano i detenuti, per effettuare le consegne che gli erano state richieste. Il denaro sarebbe stato poi versato su alcune carte ricaricabili in uso a una donna e poi diviso con gli altri sodali dell'organizzazione. Le indagini hanno evidenziato l'esistenza di un dilagante fenomeno di spaccio di hashish e cocaina, del valore economico di diverse migliaia di euro, all'interno dell'istituto penitenziario. La Direzione del carcere di Poggioreale e la polizia penitenziaria hanno prestato la loro collaborazione alle indagini nella fase di osservazione dei colloqui.

Chi è Pietro Ioia: l'ex spacciatore della camorra

Ex spacciatore della camorra,il 63enne Pietro Ioia ha trascorso 22 anni in carcere: è autore di un libro che racconta le vessazioni subite dai detenuti – “La cella zero. Morte e rinascita di un uomo in gabbia”, poi diventato uno spettacolo teatrale – e partecipò alla realizzazione della docuserie di Sky “Camorriste 2”, andata in onda nel 2017. Fu scelto come garante dei carcerati dall’allora sindaco de Magistris e poi confermato dall’attuale amministrazione.

Nella serie tv, Ioia ha ricoperto il ruolo di location maganer, offrendo la sua collaborazione al regista Paolo Colangeli per individuare ex detenute da proporre per gli episodi dedicati, appunto, alle donne di camorra.

De Magistris: “Tradito la fiducia”

Il Comune di Napoli sta predisponendo “gli opportuni provvedimenti di revoca” della nomina di Pietro Ioia a garante dei detenuti. "Se Ioia ha commesso i fatti gravi per cui è stato arrestato, come valuterà la magistratura – dice il sindaco di Napoli, Gaetano De Magistris – vuol dire che avrà non solo sbagliato nuovamente, ma tradito la fiducia di due amministrazioni comunali e anche dei detenuti che avevano riposto in lui la fiducia che potesse essere un riferimento sensibile, per la sua esperienza carceraria, nella tutela dei più deboli e dei diritti non di rado negati a chi è privato della libertà' personale".

Il Comune di Napoli sta predisponendo “gli opportuni provvedimenti di revoca” della nomina di Pietro Ioia a garante dei detenuti. "Se Ioia ha commesso i fatti gravi per cui è stato arrestato, come valuterà la magistratura – dice l’ex sindaco di Napoli, Luigi De Magistris – vuol dire che avrà non solo sbagliato nuovamente, ma tradito la fiducia di due amministrazioni comunali e anche dei detenuti che avevano riposto in lui la fiducia che potesse essere un riferimento sensibile, per la sua esperienza carceraria, nella tutela dei più deboli e dei diritti non di rado negati a chi è privato della libertà' personale".

“Fu una scelta coraggiosa e, come tutte le scelte coraggiose, dall'esito per nulla scontato. Peccato che Ioia abbia tradito, come sembra, la fiducia in chi crede e continuerà' a credere nella funzione rieducativa della pena e di poter offrire sempre una chance di riscatto alle persone",  conclude l'ex magistrato