Parola d’ordine, adattarsi. E presto si troverà forse anche il modo di riportare il pubblico in studio. Il direttore di Raiuno, Stefano Coletta, è fiducioso, ritiene che "un pubblico contingentato e monitorato potrà tornare nei programmi televisivi e quindi, a marzo, anche al teatro Ariston, rendendo così possibile il Festival di Sanremo". E il primo a riavere spettatori potrebbe essere Carlo Conti che da domani torna in prima serata su Raiuno con la decima edizione di "Tale e quale show". Per 9 settimane si sfideranno a colpi di imitazioni Carmen Russo, Luca Ward, Sergio Muniz, Barbara Cola, Francesca Manzini, Carolina Rey, Giulia Sol, Francesco...

Parola d’ordine, adattarsi. E presto si troverà forse anche il modo di riportare il pubblico in studio. Il direttore di Raiuno, Stefano Coletta, è fiducioso, ritiene che "un pubblico contingentato e monitorato potrà tornare nei programmi televisivi e quindi, a marzo, anche al teatro Ariston, rendendo così possibile il Festival di Sanremo". E il primo a riavere spettatori potrebbe essere Carlo Conti che da domani torna in prima serata su Raiuno con la decima edizione di "Tale e quale show". Per 9 settimane si sfideranno a colpi di imitazioni Carmen Russo, Luca Ward, Sergio Muniz, Barbara Cola, Francesca Manzini, Carolina Rey, Giulia Sol, Francesco Paolantoni, Pago e Virginio, mentre il ruolo di giudice è anche quest’anno affidato a Loretta Goggi, Giorgio Panariello e Vincenzo Salemme.

Conti, lo studio sembra già attrezzato per ospitare spettatori, con poltrone sistemate lontano l’una dall’altra, ma si riparte ancora senza pubblico.

"La presenza del pubblico è molto importante, per il calore che porta, per l’entusiasmo che talvolta manifesta con le standing ovation. E avevamo previsto un pubblico distanziato e invece non potrà esserci. Speriamo di riaverlo presto, magari anche in numero ridotto ma che permetta di sentire un applauso vero. Intanto abbiamo inventato qualche altra soluzione".

Quale?

"Dopo due anni, torna Gabriele Cirilli che per tutta la durata della trasmissione sarà seduto su una sorta di trespolo, uno di quegli sgabelli da giudice di tennis e sarà come un quarto giurato, disponendo di una jingle machine dalla quale potrà far partire applausi più o meno intensi".

Amadeus e Fiorello hanno detto che senza pubblico Sanremo non si fa.

"E io sono d’accordo con loro. Ci sono situazioni in cui non si può fare a meno degli spettatori. In primavera avrei dovuto fare La Corrida, ma è stato il primo programma a saltare perché impossibile farlo senza il pubblico".

L’assenza del pubblico non è l’unico problema.

"È un percorso tortuoso, nel quale cerchiamo di muoverci con la massima attenzione. Adattandoci. Del resto mi sono già misurato con queste difficoltà conducendo Top 10, il primo programma post lockdown, e poi anche la cerimonia dei David e la serata da Assisi".

Precauzioni particolari?

"Gli artisti in gara sono 10 anziché 12, anche per non andare oltre la mezzanotte, e ognuno di loro avrà un camerino, separato e lontano dagli altri, e saremo tutti costantemente ‘tamponati’ e monitorati. I ballerini sono 10 anziché 14 e anche le coreografie subiranno delle limitazioni. Sarà particolarmente dura per chi si occupa di trucco e parrucco, costretti come saranno a lavorare per ore bardati quasi come astronauti. Ma si supererà tutto".

E se qualcuno dovesse risultare positivo?

"Non lo so, non ci voglio neanche pensare. Comunque a quel punto sarà la task force della Rai a decidere cosa si dovrà fare, se allontanare la persona positiva".

Da ottobre sarà anche su Rai Yoyo come Gattocarlo.

"Mio figlio Matteo è un grande appassionato del cartoon 44 gatti e un giorno mi ha detto, “guarda, la band non ha un presentatore“. Così sono andato dagli amici dell’Antoniano e gli ho detto, “che ne pensate se facciamo un gatto presentatore e io gli do la voce?“. L’hanno disegnato un po’ ispirandosi a me, con gli occhiali, marrone scuro, e io l’ho doppiato. È stata una grande gioia".