Mercoledì 24 Luglio 2024
YLENIA CECCHETTI
Sanremo

Bnkr44, la gloria della periferia: "Dal nulla può nascere qualcosa. Qui Villanova, basta crederci"

Da Empoli a Sanremo: sette giovani musicisti hanno spiccato il volo verso la celebrità "Abbiamo iniziato quasi per gioco ritrovandoci in un seminterrato. Niente di più bello"

Empoli (Firenze), 13 febbraio 2024 – Due strade, un circolo Arci, campi da tennis. La bottega alimentare ha l’insegna sbiadita, ma dalla Narda la schiacciata la fanno davvero "bona". Fatti due passi siamo al Ritrovino, un’istituzione per la gente di zona: vino al fiasco e specialità toscane, trippa e lampredotto sono una garanzia. E poi tutt’intorno campagna, olivi e cipressi a perdita d’occhio. Più che un paese è una piccola comunità, quella di Villanova. A contarli tutti gli abitanti non arrivano a 500 e "sono soprattutto anziani - dicono gli unici due ventenni che incontriamo ai giardinetti - La noia? La combatti stando in gruppo. Andiamo su per i colli, c’è tranquillità. Questa è la nostra fortuna. Chi nasce qui lo riconosce il valore di Villanova". La "U" del cartello si perde tra i vigneti, la chiesa e il cimitero: per chi ci abita quella è solo e soltanto Villanova, frazione (panoramica) di Empoli, alle porte di Firenze. Se il nome vi è familiare il motivo è uno e sicuramente associato ai Bnkr44, primi artisti empolesi ad aver calcato il palco di Sanremo accarezzando il sogno della celebrità.

Il Festival, per i sette ragazzi di "provincia" è diventato un inno alle periferie, a tutte le "Villanove" d’Italia, "a tutti quei piccoli paesi dove non c’è niente ma dove si può costruire. Perché basta crederci. Anche dal nulla può nascere qualcosa". Lo sanno bene Erin (Dario Lombardi), Piccolo (Duccio Caponi), Faster (Andrea Locci), JxN (Jacopo Adamo), Caph (Marco Vittiglio), Fares (Pietro Serafini) e Ghera (Gherardo Stagi) che, calato il sipario sull’Ariston, nel loro bunker di Villanova sono tornati. Lo hanno fatto a bordo di un van sul quale campeggia una scritta inequivocabile ("I love Villanova"), il furgoncino che ha macinato chilometri tra la Città dei Fiori e gli Studi Rai è di nuovo parcheggiato davanti al seminterrato dove nel 2019 è nata l’idea di fare musica e magari riuscirci davvero. Dalla provincia con furore, la band ha saputo conquistare consensi. E guadagnarsi un posto al Festival tra i big; non importa se è il 28esimo della classifica, quel posto vale molto di più. Vale un manifesto, gridato la sera della finalissima dopo l’esibizione di "Governo Punk": "vogliamo divertirci, portare un messaggio". Messaggio arrivato forte e chiaro, quello della rivincita delle periferie.

Non c’è uno studio di registrazione a Villanova? Allora i ragazzi (tutti residenti tra Empoli e Cerreto Guidi) se lo costruiscono nello scantinato di casa, a un tiro di schioppo dall’Arci e dalla Narda. Poco più in là il confine con Sammontana; altra frazione, altra storia. La famiglia Bagnoli nel ’48 getta le basi per trasformare una piccola latteria di paese nella "patria" dei gelati all’italiana. Si respira aria fortunata, qui, aria che sa di coraggio. Casa Stagi diventa il bunker, e tra quelle mura colorate nasce la formazione. Quel bunker è radici, è serate passate a scrivere e a sconfiggere la noia di un posto dove - cantano i ragazzi nel brano portato in gara - "la nebbia è la stessa dal 2003". Chissà in quanti, perlopiù cresciuti in piccoli paesi si saranno riconosciuti in questo refrain. A Sanremo la band ha portato energia ma anche una malinconica constatazione della realtà, che diventa ribellione, dando voce ad una generazione in fermento, dove la noia si combatte con la musica.

Non scapperanno da Villanova, i Bnkr44, quello è il loro posto nel mondo, sacrosanto. Guai a toccarglielo. "Abbiamo iniziato per gioco, per riempire le nostre giornate. Ci siamo trovati in un seminterrato, in un paesino sconosciuto, ed è nato tutto questo - ha commentato il gruppo a fine gara - Abbiamo fatto il giro d’italia, siamo diventati una famiglia. La musica ci ha salvato. Siamo arrivati fin qua per dimostrare che non esistono sogni di serie A o di serie B, per dimostrare che si può costruire qualcosa di grande dal niente, armati di coraggio e perseveranza. Adesso torniamo a Villanova. Non c’è niente di più bello di tornare a casa". Ad accoglierli ieri sera, una festa a sorpresa. Un aperitivo di paese. E dove, se non dalla Narda, con tanto di fuochi d’artificio? "È stata una grande emozione, contenti di essere tornati", hanno dichiarato tra un autografo e una foto.