È nato il Premio Strega poesia. Un riconoscimento per un'arte sempre attuale

Verrà assegnato annualmente. A maggio 2023 la prima cinquina. Solimine (Fondazione Bellonci): "La poesia per la sua sinteticità e pregnanza può aiutarci a riflettere"

Un momento della conferenza stampa della presentazione del Premio Strega poesia
Un momento della conferenza stampa della presentazione del Premio Strega poesia

Roma, 26 ottobre 2022 - "Oggi si apre una pagina nuova ed entusiasmante del Premio Strega con una sezione dedicata alla poesia. Qualcuno potrebbe chiedersi, in questo momento così drammatico con una guerra in corso nel cuore dell’Europa, se ha senso parlare di poesia. Però la risposta viene proprio dalle zone di guerra". Alfonsina Russo, direttore del Parco Archeologico del Colosseo (dove si è tenuta la conferenza stampa), ha aperto così oggi la presentazione di un nuovo riconoscimento a quella che è a tutti gli atti, un'arte intramontabile, anche nei tempi più bui. Di più, è proprio nella difficoltà della contemporaneità che la poesia si fa faro del presente, risveglia gli animi e li riporta alla coscienza. 

“C’è una grande fame di poesia, come balsamo che alimenta una parte di noi molto denutrita e rinsecchita", ha detto la poetessa Mariangela Gualtieri, in un'intervista a il Resto del Carlino, che il direttore della Fondazione Maria e Goffredo Bellonci (che promuove il premio Strega Alberti Benevento in collaborazione con Bper Banca), Stefano Petrocchi, sceglie di citare. E infatti, continua Russo: "Sono molti gli scrittori e i poeti ucraini che, mentre combattono o assistono chi soffre, scrivono poesia, perché la considerano un importante contributo per rendere pubblica alla comunità internazionale la tragedia di un popolo". E allora chiede Russo: "La poesia può costituire ancora una forma di resistenza, nel nome di quel sogno di libertà che ispirarono i ragazzi che nel 2014 manifestavano a Kiev a piazza Maidan? Ancora la poesia può dare questa risposta? Molti di loro lo credono, ma ci crediamo anche noi", risponde.

D'altronde fu uno dei più grandi poeti ucraini, intervistato da Francesca Mannocchi, Serhij Žadan a dire: “La poesia non combatte e nemmeno influenza la guerra. Aiuta a riflettere, forse ci aiuterà in futuro a restare umani e a non alimentare l’odio". "E questa nuova forma di speranza che viene dall’Ucraina la dobbiamo fare nostra", aggiunge Russo.

Le parole dei poeti danno un contributo fondamentale alla società. Perché "solo i poeti riescono a sostare nel presente", dice lo scrittore Paolo Di Paolo, ricordando Biancamaria Frabotta. "Stare nel presente significa dilatarlo, farlo durare un po’ di più. Si può vivere alla giornata? Significa stare dentro ogni interstizio, ogni istante di quella giornata". E infatti il Premio Strega poesia nasce rendendo omaggio proprio a due importanti poetesse scomparse di recente: Frabotta appunto e Patrizia Cavalli, il cui ricordo, intimo, commosso ma divertito, è stato affidato alla scrittrice Chiara Valerio. "La poesia di Cavalli - afferma Valerio - è stata una impresa straordinaria. Cavalli ha usato se stessa, i suoi nervi, i suoi sensi, i suoi arti, i suoi organi come una sonda. Ha misurato le nostre inadeguatezze, il nostro non essere superiori a niente, il nostro non essere all’altezza delle intenzioni che dichiariamo, il nostro desiderio di essere toccati e di toccare".

Questo nuovo importante riconoscimento per la poesia nasce sì con le voci della poesia italiana e internazionale oramai vive solo nel ricordo, ma soprattutto in quelle ancora forti e presenti più che mai, come quella nota e riconosciuta di Milo De Angelis che, per non dimenticare mai le origini e il lascito della classicità, ha tradotto il 'De rerum natura' di Lucrezio: "Una prova di pazienza, di metodo, con la falcata del fondista", come la definisce lui.

"Il Premio Strega ha lo scopo di promuovere la letteratura contemporanea, lo fa da 76 anni", dice Giovanni Solimine presidente della Fondazione Maria e Goffredo Bellonci. "Ci è sembrato il momento giusto per un nuovo riconoscimento, perché c’è una riscoperta della poesia. In questo momento per la sua sinteticità e pregnanza può aiutarci a riflettere. Nell’ultimo anno la produzione è cresciuta del 20%, perciò ci avventuriamo con questo nuovo premio, con l'obiettivo di rederlo il più importante".

"È una forma d’arte che non ha mai perso prestigio sociale - gli fa eco il direttore Petrocchi -, come testimoniano numerosi segnali: dalle recenti raccolte poetiche diventate long seller, ai molti reading e spettacoli di poetry slam che si ripetono un po’ dovunque, alle collane dedicate che nascono e si rinnovano e infine ai social network che sono diventati un vasto terreno di condivisione che genera veri e propri casi letterari e sono seguiti anche dal pubblico più giovane".

Perciò questo premio nasce anche con un comitato scientifico dai nomi altisonanti nel panorama critico letterario, quali Maria Grazia Calandrone, Andrea Cortellessa, Melania G. Mazzucco, Valerio Magrelli, Gian Mario Villalta, Enrico Testa, Antonio Riccardi, Laura Pugno, Mario Desiati (ultimo vincitore Premio Strega narrativa), Elisa Donzelli, Roberto Galaverni. Un premio che verrà assegnato annualmente a un libro di poesia scritto in lingua italiana, pubblicato in prima edizione tra l'1 marzo dell'anno precedente e il 28 febbraio dell'anno in corso (per il primo anno i termini di validità sono gennaio 2022-febbraio 2023). Le candidature della prima edizione si aprono a novembre 2022 e si chiuderanno a febbraio 2023. A maggio 2023 ci sarà la prima cinquina.

Un riconoscimento ambizioso in un momento storico difficile, ma forse uno dei più appropriati per ritrovare la via, o riconoscersi nelle parole di spiriti sensibili. Perché "la poesia riguarda tutti noi, non è mai fuori di noi, quando accade, accade sempre dentro di noi e per noi", conclude Petrocchi.

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