Plan in Val Passiria. Mille sfumature d’incanto bianco

La strada serpeggia lentamente verso le vette immacolate del Gruppo Tessa. L’Altissima veglia, maestosa e silente, sulla valle. Il fascino...

La strada serpeggia lentamente verso le vette immacolate del Gruppo Tessa. L’Altissima veglia, maestosa e silente, sulla valle. Il fascino glamour di Merano è già alle spalle, quando si toccano San Martino, San Leonardo e – seguendo la provinciale – Moso. Il Passirio accompagna il viaggiatore. Il torrente ha un carattere montanaro: a volte placido, spesso impetuoso. L’ascesa nel cuore di questo angolo da fiaba dell’Alto Adige è delicata. Lo sguardo vola lontano, in alto. Verso un altrove che è un invito a prendersi più tempo possibile per vivere slow l’incanto di un paesaggio invernale dai colori magici.

Plan è la destinazione. Ed è una coccola per i ricordi. In particolare se l’incanto del piccolo paese – 250 abitanti in crescita (e non è un dettaglio...) – appare all’improvviso quando la conca naturale si palesa in tutto il suo splendore. È un attimo, sì. E scocca la scintilla. Al mattino o a sera, lo stupore è servito: una chiesetta in mezzo all’abitato, le case e gli hotel, le montagne a fare da sfondo. Di giorno è un brulicare di sciatori: ci sono due divertenti campi scuola per chi è alle prime armi e circa 20 chilometri di piste nere e rosse dalla vetta del Karjoch a 2502 metri verso la valle per i più esperti. E poi, una pista di ghiaccio su... ghiaccio ’vero’ dove ragazzini del paese e visitatori possono divertirsi da mattina al tramonto e dove, talvolta, si può anche imparare a giocare a... curling. Ma non è tutto: per chi ama l’adrenalina c’è una pista per slittini da urlo, per il divertimento di grandi e piccoli.

"I ragazzi fino a 18 anni devono indossare il casco. Per frenare si usano i piedi, per girare pure". Illustra le nozioni base e a Thomas Gufler il sorriso risplende come marchio di fabbrica: lui è il proprietario del supertecnologico noleggio di sci e slittini di Plan (skiverleih-gufler.com). Non sarà un caso se a queste latitudini si allenano le nazionali più importanti del ’Circo Bianco’ e le piste hanno visto sfrecciare campioni come Ted Ligety o Felix Neureuther. Thomas, suo figlio Markus e i collaboratori sono le persone giuste per spiegare il comprensorio e individuare l’attrezzatura per le attività in outdoor.

È un’accoglienza schietta quella di Plan. Che ha saputo evolversi con il passare degli anni. Quasi tutte le strutture meriterebbero una ’stella’ in più rispetto a quella che compare accanto alla porta d’ingresso. Alberghi, garni, zimmer e case vacanze sono restaurati e rinnovati in stile alpino e vantano ogni tipo di servizio. A partire dal cellulare che ’prende’ anche fino alla malga Lazins, raggiungibile a piedi in poco meno di un’ora su una strada innevata battuta. Sogno o realtà? Beh, se il paradiso terrestre esiste, forse si trova proprio qui a quota 1882 metri: un rifugio da fiaba, piccole baite, pochi animali che fanno capolino timidi dalle stalle e una cappella dedicata a Sant’Antonio. L’Altissima custodisce il gioiello più recondito dello scrigno di Plan.

Dove la vacanza è scoperta, sport, natura. Ma anche relax, coccole e tanto tanto gusto. Marlene Gufler è una giovane donna forte con due occhi grandi e una dolcezza infinita. È il deus ex machina del Pfelderer Hof (pfeldererhof.it), l’unico 4 stelle del Comune di Moso in Val Passiria. In cucina la figlia Anna guida una brigata che rivisita la tradizione altoatesina a tavola con un tocco contemporaneo sempre colorato e sensazionale alla vista e al palato. L’altro figlio Alexander (Maximilian va ancora a scuola...) è tagliato per l’accoglienza e la gestione della sala. "Mio padre Matthias – racconta emozionata – aveva costruito la struttura ed è ancora qui con noi che ci sostiene. Dieci anni fa abbiamo ampliato l’hotel a 30 camere, inserendo piscina e Spa. Il nostro lavoro? È passione e voglia di trasmettere le emozioni uniche della Val Passiria".

Identica filosofia al ristorante Rosmarie (hotel-rosmarie.it), dove chef Andreas e sua moglie Verena (genitori di tre stupende bambine Nadine, Marie e Melanie), ormai da 15 anni, sono riusciti a portare una ventata di idee e novità sul desco del locale, nato il 26 dicembre 1980 come caffè e pensione: una vera istituzione a Plan. Ma al Rosmarie la storia è iniziata intorno al 1970 quando si è costruita la prima struttura dell’attuale hotel con 9 moderne stanze e una Jacuzzi con vista sulla valle. "La cucina – spiegano marito e moglie – è il fulcro della narrazione: carne e pesce ultra-local, dalla vacca all’agnello, dal salmerino alla trota". E poi i ravioli fatti in casa, l’aceto balsamico di lampone, i liquori o la crema di nocciole che Verena produce con le sue mani. Le materie prime sono quelle che dona il creato. Semplici e autentiche, come le cose più belle della vita. Come queste montagne da sogno.

Diego Casali

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