Martedì 18 Giugno 2024

Paolo Kessisoglu si separa dalla moglie. “Anche i genitori sono persone, non supereroi”

Il toccante post dell’attore ligure per raccontare la morte del papà e della mamma a pochi mesi di distanza l’uno dall’altro. “Ho trovato centinaia di lettere d’amore e scoperto infinite dolcezze. Ora che mi sto separando capisco di più anche loro”

Paolo Kessisoglu e la foto in bianco e nero dei genitori pubblicata su Instagram

Paolo Kessisoglu e la foto in bianco e nero dei genitori pubblicata su Instagram

Roma, 4 maggio 2023 – Da un dolore all’altro. Paolo Kessisoglu si è lasciato andare a un toccante post su Instagram per raccontare la morte dei genitori a pochi mesi di distanza l’uno dall’altro e – in un’intervista al Corriere della Sera – ha rivelato che la separazione che sta affrontando dalla moglie Sabrina Donadel lo ha aiutato a capire che anche i genitori “non sono macchine perfette ma persone, come noi”. “Non sono più un papà super eroe –  ha confessato l’attore e comico genovese – ma il rapporto con mia figlia mi pare quasi migliorato grazie a questa consapevolezza”.

Chi è la moglie di Paolo Kessisoglu

Kessisoglu ha reso noto dunque che il matrimonio con la conduttrice Sky è finito. L’attore ligure e Sabrina Sonadel si erano sposati nel 2003 e hanno una figlia. L’ex moglie è nata a Pieve di Soligo, in provincia di Treviso e ha 53 anni. Sonadel, della quale si conosce poco della sua vita privata essendo una persona molto riservata, ha iniziato a lavorare in tv nelle emittenti locali del Veneto. Dopodiché è approdata a Mediaset dove ha condotto numerosi programmi come ‘Fuego’ o ‘In Tour’. Da Mediaset è poi passata a Sky, e ha realizzato ‘Private Collection’ su Sky Arte. 

Il toccante post su Instagram

“Questi sono i miei genitori – ha scritto su Instagram l’attore accanto a una foto in bianco e nero del papà e la mamma stretti in un abbraccio e un bacio – A pochi mesi l’uno dall’altro mi hanno salutato. Ho passato più o meno 150 giorni a smaltire e catalogare (grazie di avermi donato una sorella con cui condividere l’esperienza) tutto quello che c’era, tutto ciò che rimaneva di una vita, anzi due”.

“Succedono cose strane quando dietro di te non hai più un muro dove appoggiarti – è ancora il post di Kessisoglu - Mi sono accorto che la mia attenzione in corso d’opera andava maggiormente a foto e documenti che riguardavano la loro vita di persone, non di genitori. Ho trovato centinaia di lettere d’amore inviate dalla caserma dove papà faceva il servizio di leva (perdonami papà se non ho resistito dal leggerne qualche stralcio), fotografie da fidanzati, documentazioni di viaggi.

Ho scoperto un lato sconosciuto, infinite dolcezze, sogni sconosciuti, passioni che il tempo ed il ruolo di educatori avevano sfumato. Ho sentito rifiorire in me una stima rinnovata e un immenso senso di gratitudine a coloro che mi hanno dato una vita e fornito un esempio. A me figlio, ruolo che ahimè non posso più esercitare, dico che mi sarebbe piaciuto tanto conoscere molto di più di quelle due persone, dei loro sogni, aspettative, rinunce e passioni che forse non ho mai colto. A chiunque, che figlio può ancora essere, dico di non dimenticarsi che i genitori sono prima di tutto uomini. Grazie a mamma e papà, grazie a Graziella e Pietro”, è la conclusione.