Lunedì 17 Giugno 2024
RITA BARTOLOMEI
Magazine

Orsa Sonia: come è morta e qual era la sua storia. "Per noi come di famiglia"

La cooperativa che gestisce l'oasi di Campito Appennino: "Dalla vita in gabbia alla semilibertà"

Campoli Appennino (Frosinone), 7 marzo 2023 - Ma l’orsa Sonia si poteva salvare? "Come potevamo immaginare che Piero e Leone, i due maschi, la ferissero a morte? Qualche volta li avevamo visti più agitati, è vero. Ma è la natura. Capita anche che gli orsi uccidano i piccoli, per accoppiarsi". Ida Villa - tra i fondatori della cooperativa Caspita4.0 che gestisce l’Oasi faunistica dell’orso a Campoli Appennino (Frosinone) - parla di Sonia al presente, come fosse "una di famiglia. Noi ci occupiamo anche del cibo. Lei viveva con gli altri in semilibertà, l’oasi può ospitare fino a 7 orsi, ora sono rimasti in due".

L'orsa Sonia, uccisa dai 'compagni' Piero e Leone
L'orsa Sonia, uccisa dai 'compagni' Piero e Leone

"Sonia e la vita in gabbia in Albania"

La storia dell’orsa Sonia - trovata morta a dicembre, uccisa dagli orsi Piero e Leone, con i quali era arrivata dall’Albania, secondo le prime analisi del veterinario - è molto dolorosa. "Viveva in gabbia, non aveva mai camminato, era l’attrazione di un ristorante - racconta Ida -. Le avevano persino limato i denti, per renderla più docile. Aveva una catena al naso. Questi orsi, che non sono marsicani ma europei, non sarebbero mai riusciti a sopravvivere liberi in natura. Sarebbero morti in pochi giorni, incapaci di procurarsi il cibo".

L’oasi degli orsi

"Sonia aveva 13 anni ed era la più confidente dei tre. La chiamavo, si avvicinava al recinto, faceva la passeggiata con noi quando c’erano i turisti. Perché oltre a sfamare gli orsi, a gestire la pulizia dell'oasi e il taglio dell’erba, con il Comune ci occupiamo delle visite, sempre rispettose degli animali".

Ha fatto molto parlare l’aggressione in Trentino... "Quando sento le storie di orsi che attaccano le persone rimango sorpresa, da noi non è mai successo - confida -. Penso a Juan Carrito, che era un orso marsicano. Girava nei paesi, in Abruzzo, faceva il bagno nelle fontane". Morto investito da un’auto a gennaio, tra le polemiche, anche in quel caso ci si è chiesti se si poteva evitare. "L’errore da non commette quando incontri un orso è sempre lo stesso: non bisogna scappare – si raccomanda Ida –. Anche perché loro sono capaci di correre come gazzelle, fino a 45 chiliometri all'ora".