Non so rivelare una briciola di me. Le emozioni solo nella musica

Luigi Strangis tra poco più di un mese compirà 23 anni e fa parte di quella generazione di ragazzi che...

Non so rivelare  una briciola di me. Le emozioni solo nella musica
Non so rivelare una briciola di me. Le emozioni solo nella musica

Luigi Strangis tra poco più di un mese compirà 23 anni e fa parte di quella generazione di ragazzi che la pandemia ha colto nel fiore della giovinezza lasciando strascichi che le statistiche inquadrano freddamente come disturbi del comportamento, depressione, difficoltà di socializzazione. L’ultimo singolo del vincitore di ’Amici’ edizione numero 21 si tuffa proprio in questo mood. “Guardo andarsene un altro settembre/speravo almeno portasse con sé/ questo fortissimo senso di niente“ sono alcuni dei versi del brano ’Stupida libertà’ che fa da apripista a un progetto più ampio su cui mantiene scaramanticamente il riserbo, ma diventa anche il fulcro delle tre date live fissate nel mese di maggio a Milano, Roma e nella natìa Lamezia Terme.

Analizziamo filologicamente il titolo che associa alla libertà l’aggettivo stupida...

"Si riferisce alla sensazione di non riuscire a dire determinate cose, frenati come siamo dai pregiudizi che ci circondano. I sorrisi a metà cui mi riferisco sono quelli di chi trova solo noia intorno e se sbaglia binario, cioé ha il coraggio di cambiare strada, magari si ritrova di fronte a un tramonto diverso e più appagante".

Questo suo bunker con quali armi si potrebbe forzare?

"Crescendo mi accorgo di essere il primo a non parlare e a non aprirsi forse perché fin da piccolo ho buttato tutto nella musica. Non stavo in giro con i coetanei, non facevo sport. E credo sia la sensazione di molti giovani quella di vivere in superficie, senza affrontare le radici del dolore, senza mai appropriarsi appieno della verità. Il rimedio? Sta nell’amore, nei valori rappresentati da se stessi, dalla famiglia, dai parenti, astenendosi da una dipendenza troppo marcata dai social che alla fine sono il mezzo che più di ogni altro ti fa chiudere e perdere di autenticità. Perché mettere la propria vita in pasto agli altri, significa esporsi al giudizio altrui che purtroppo non è sempre rispettoso. Basterebbe mantenere le divergenze entro i limiti per non temere di aprirsi, ma la realtà è diversa".

Questo atteggiamento frena anche la creatività e le scelte artistiche?

"Nella scelta della dimensione intima che avranno i concerti unplugged un po’ ha pesato l’istinto, ma molto anche il fatto che nelle due date estive in acustico mi sono reso conto che è la veste live in cui riesco a comunicare meglio. E al chiuso questo si esalterà ancora di più. Sto studiando al meglio come farci entrare tanta musica, che è la mia cifra espressiva".

Uscendo dal nido di ’Amici’ si è sentito cadere nel vuoto?

"Fortunatamente no, perché fin da subito mi ha seguito l’etichetta 21co/Artist First che lo fa tuttora. Poi sono un tipo che punta a fare il suo: cresco, cambio, lavoro su me stesso continuamente e vado avanti con il mio modo di pensare. Per esempio ’Stupida libertà’ è nata solo sulla chitarra come facevo prima di ’Amici’, poi mi sono chiuso in studio con Marco De Cesaris e Pietro Paroletti ed è nato questo pezzo più acustico che ha orientato anche la scelta dei live nei club".

Quanto è dura farsi largo in questo mondo?

"Il mio principio è quello di sforzarmi di comunicare la mia personalità attraverso la musica senza pensare al target cui rivolgermi. Fare musica mi fa stare bene, poi, certo, entrando nel mondo discografico, si palesano complicanze legate al mercato, ma io non ci penso, vivo la musica in purezza come facevano i miei idoli, che non sono mai stati quelli della mia generazione".

A proposito di ispirazioni, sui social ha ideato un format che omaggia i suoi riferimenti. Li vogliamo riepilogare?

"Metterei al primo posto i Coldplay, soprattutto i primi tre dischi, poi Lucio Battisti, Pino Daniele che mio padre mi faceva ascoltare insieme a tanta musica napoletana. Ma al liceo ho avuto anche la fase rock dei Guns N’ Roses e dei King Crimson".

Quel è stata finora l’esperienza professionale che vorrebbe ripetere mille volte ancora?

"L’esaltazione pura l’ho vissuta allo stadio di Lamezia Terme, all’interno comunque di un percorso che ancora mi rende incredulo: sono partito da zero senza un contratto e ora vivo di musica. Anche se ribadisco che a me i numeri non interessano perché non concepisco la musica come competizione, concorrenza. Faccio musica per tutti, cani compresi. Bimba, la cagnolina di Deddy, ha ululato con me il ritornello di ’Stupida libertà’ mentre la provavo a casa del suo padrone. Anche quello è stato un impatto straniante eppure incredibilmente reale".

Lorella Bolelli

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