Lunedì 27 Maggio 2024
BEATRICE BERTUCCIOLI
Magazine

Marconi, il genio italiano che unì il mondo

Su Raiuno il 20 e 21 maggio la miniserie sul grande scienziato, interpretato da Stefano Accorsi. L’attore: "Era un uomo che gettava ponti"

Marconi, il genio italiano che unì il mondo

Marconi, il genio italiano che unì il mondo

Gli uomini dell’Ovra lo seguono, il suo telefono è controllato e una giovane giornalista, con il pretesto di un’intervista, è incaricata di scoprire quali ricerche stia conducendo. È un uomo importante, l’italiano più conosciuto al mondo, un senatore, tutti lo chiamano eccellenza, ma Mussolini si aspetta da lui, pretende, un’arma che lo renda il più forte in un’Europa già attraversata da venti di guerra.

Procede con il ritmo teso di una spy story Guglielmo Marconi – L’uomo che ha connesso il mondo, il biopic dedicato all’inventore della telegrafia senza fili, della radio, il padre della moderna comunicazione, nel 1909 insignito del Nobel per la Fisica. Gli rende omaggio a 150 anni dalla nascita, una miniserie in onda in prima serata il 20 e 21 maggio su Raiuno, con Stefano Accorsi protagonista e la regia di Lucio Pellegrini.

Un grande scienziato forse non conosciuto e ricordato come merita, perché considerato vicino al fascismo. E Accorsi dice: "In questa serie viene fuori il grande problema etico e morale che Marconi si pone nei confronti del fascismo. La maggior parte delle invenzioni tecnologiche oggi vengono dal campo militare e bellico mentre quella di Marconi, una delle più grandi invenzioni tecnologiche dell’umanità, nasce per uno scopo puramente civile".

E prosegue: "Quando gli chiedono di costruire il famigerato ‘raggio della morte’, presente anche nei fumetti dell’epoca, lui non solo non lo realizza ma viene controllato e spiato perché volevano scoprire a cosa stesse lavorando. E stava lavorando a un qualcosa che non aveva alcuno scopo bellico: una sorta di proto-radar che, paradossalmente, diventerà importante negli scontri in mare. Creava ponti, non muri e non voleva che le sue invenzioni potessero essere usate per distruggere".

Fatti realmente accaduti e invenzione si fondono, in un racconto ambientato nell’ultimo periodo della vita di Marconi, il 1937, ma con un salto indietro nel tempo per mostrare il giovane Guglielmo (interpretato da Nicolas Maupas) che a soli vent’anni realizza già la sua prima, straordinaria invenzione.

Ci tiene a precisare la produttrice Simona Ercolani: "Ci siamo basati su una documentazione in cui si dice che Marconi era spiato dall’Ovra, la polizia politica fascista, che aveva fatto amicizia con una giornalista italo americana, Lisa Sergio (interpretata da Ludovica Martino), a cui rilasciò la sua ultima intervista e che poi salvò, aiutandola a fuggire in America".

Hanno assicurato il loro sostegno la figlia di Marconi, Maria Elettra Marconi Giovanelli, oggi 94enne, il figlio di lei, Guglielmo Giovanelli Marconi, e la Fondazione Marconi, per cui è stato possibile girare la parte dedicata al giovane Marconi proprio nella casa dove era cresciuto, Villa Griffone. Ma si sono aperte anche le porte di Villa Torlonia, così come quelle della Sala del Mappamondo di Palazzo Venezia.

È stato anche ricostruito il piroscafo Elettra dove, ormeggiato a Fiumicino, Marconi viveva con la seconda moglie e la figlia, e dove aveva il suo laboratorio. "La cosa che più mi ha colpito di lui, studiandolo e documentandomi per interpretarlo, è la grande vocazione: una vocazione istintiva – spiega Accorsi – che ha avvertito fin dalla più giovane età, come una visione che travalicava il sapere dell’epoca. Quando fece l’esperimento per trasmettere i dati dall’Inghilterra al Canada, eminenti fisici dicevano che non era possibile. Ci sono esperti di telefonia grati nei confronti di Marconi e che vanno a visitare i luoghi dove ha vissuto. Dicono, “noi l’abbiamo migliorato ma lui ha inventato un qualcosa che prima non esisteva“".

La consulente storica, Barbara Valotti sottolinea: "Marconi diventa senatore nel 1914, molto tempo prima dell’avvento del fascismo e muore nel 1937, prima che vengano promulgate le leggi razziali. È una figura complessa, un personaggio combattuto, a differenza di altri intellettuali che aderirono apertamente al fascismo".

La serie, sostiene ancora Accorsi, fa luce anche su questo: "È importante che il nostro racconto restituisca anche questa parte poco nota dell’attività e della vita di Marconi, ovvero il suo conflitto con il potere, quando il potere ha cercato di prevaricare la sua idea di una scienza libera".

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