Venerdì 14 Giugno 2024
COSTANZA CHIRDO
Libri

Quando la Palestina è raccontata da chi l’ha vissuta

La Palestina tra eventi storici ed esperienze personali: ecco alcuni tra i romanzi-testimonianze

Adania Shibli, autrice di "Un dettaglio minore" pubblicato da La nave di Teseo (2021)

Adania Shibli, autrice di "Un dettaglio minore" pubblicato da La nave di Teseo (2021)

Firenze, 22 maggio 2024 – A un certo punto nel 2007, a Gaza sono iniziati a scomparire tutti gli ovetti Kinder. Non sono stati il primo, né l’ultimo prodotto a sparire. Nel 2006, Hamas aveva vinto le elezioni legislative palestinesi, ottenendo in seguito il controllo di Gaza. A Israele e Stati Uniti la situazione non piaceva particolarmente. Così, “incapace di rimuovere Hamas, Israele chiuse ermeticamente la sottile striscia di terra affacciata sul Mediterraneo e la trasformò in quella che è ormai nota come la più grande prigione a cielo aperto del mondo”. Lo scriveva nel 2015 Susan Abulhawa, scrittrice palestinese e attivista per i diritti umani, nel suo libro “Nel blu tra il cielo e il mare”, (Feltrinelli). “Alcuni documenti desecretati, – continua – venuti alla luce qualche anno più tardi, rivelarono l’agghiacciante precisione con cui Israele aveva calcolato l’apporto calorico che serviva per affamare il milione e ottocentomila palestinesi di Gaza senza, però, farli morire di fame”.

Il 15 maggio, per l’anniversario della Nakba, è iniziata anche a Firenze l’intifada studentesca, sull’onda delle proteste che stanno avendo luogo in Italia e nel mondo. Tra i vari stand allestiti in Piazza San Marco, rinominata Piazza Shireen Abu Akleh, c’è una “biblioteca” dove si possono liberamente prendere in prestito libri, fumetti, riviste che raccontano la storia della Palestina, della sua occupazione e del conflitto con Israele – una storia che è iniziata molto prima del 7 ottobre scorso. L’obbiettivo è quello, per chi vuole, di informarsi attraverso racconti e saggi che raccontano più punti di vista, spesso trascurati dalla narrazione mediatica occidentale sull’attuale conflitto in Medio Oriente.

Per questo, romanzi di autori e autrici palestinesi come Susan Abulhawa svolgono un ruolo essenziale. “Nel blu tra il cielo e il mare” è la storia di Khaled, un bambino di 10 anni che, prima di morire entrando “definitivamente nel blu”, racconta la sua vita e quella delle donne della sua famiglia. È una storia che inizia a Beit Daras e ripercorre l’orrore della Nakba attraverso le storie personali dei membri della famiglia di Khaled, costretti a lasciare il paese per fuggire dai bombardamenti israeliani. Racconta la loro vita da profughi, permeata dal trauma lasciato dalla violenza dell’occupazione. Abulhawa stessa è nata da una famiglia palestinese in fuga dopo la Guerra dei Sei giorni del 1967. Tra i suoi romanzi più famosi ci sono anche “Ogni mattina a Jenin” (Feltrinelli, 2011) e “Contro un mondo senza amore” (Feltrinelli, 2020). Un’altra prospettiva interessante sulla storia di Israele e Palestina è quella narrata da Ghassan Kanafani, importante autore e giornalista palestinese che in “Ritorno ad Haifa” (2003, Edizioni Lavoro) racconta la diaspora palestinese e quella ebraica come “accomunate da un unico, tragico destino”, attraverso la storia di due famiglie: quella del protagonista Said, che torna ad Haifa dopo vent’anni di esilio, e quella della famiglia di ebrei polacchi scampati ad Auschwitz che ora abitano la sua casa. Affiorano così due punti di vista, lontani e vicini allo stesso tempo. Kanafani è anche autore del romanzo “Uomini sotto il sole” (2016, Feltrinelli), da cui è stato tratto il film “Gli Ingannati” di Tawfiq Saleh.

Tra le autrici più importanti poi c’è Suad Amiry, scrittrice e architetta palestinese, famosa per “Sharon e mia suocera” (Feltrinelli, 2003), tradotto in almeno 11 lingue e con il quale ha vinto il premio Viareggio nel 2004. Il suo ultimo libro, “Storia di un abito inglese e di una mucca ebrea”, pubblicato da Mondadori nel 2020, racconta attraverso la storia di Subhi il drastico cambiamento avvenuto in Palestina tra il 1947 e il 1948, e ciò che è seguito. Tra le opere più recenti, un episodio particolare riguarda “Un dettaglio minore” (La nave di Teseo, 2021) di Adania Shibli. Il romanzo, che racconta la storia degli abusi e dell’uccisione di una giovane beduina poco dopo la fondazione dello stato di Israele, doveva ricevere il premio LiBeraturpreis alla Fiera del Libro di Francoforte lo scorso 20 ottobre. Pochi giorni prima, in seguito all’attentato di Hamas, la premiazione è stata annullata, pur non mettendo in discussione la legittimità del merito.