Martedì 21 Maggio 2024
Lorenzo Guadagnucci
Libri

Oltre Don Zauker: "Un fumetto di lotta e conflitti"

La “svolta“ di Pagani dal prete esorcista agli operai "Ho lavorato alla catena di montaggio, cerco la realtà".

La copertina del libro

La copertina del libro

In principio era Don Zauker, il prete esorcista bestemmiatore e violento che aveva debuttato sul Vernacoliere per poi decollare in forma di albo, ora Emiliano Pagani – sceneggiatore di tutte le storie, con Daniele Caluri disegnatore – sorprende con un “romanzo a fumetti“ tutto sociale e politico, fra lotte operaie, tensioni “razziali“ e conflitti personali, generazionali e anche fra intellettuali e popolo. Un graphic novel intenso, per nulla retorico e men che meno consolatorio. Nemici del popolo (disegni di Vincenzo Bizzarri, Tunué editore, in uscita martedì in Italia e il 2 maggio in Francia) è una storia anche autobiografica, perché Pagani ha passato sedici anni alla catena di montaggio in una grande fabbrica, la Trw di Livorno. Una fabbrica che a un certo punto chiuse e licenziò i 400 e più operai.

Pagani, quanto c’è di personale in questa nuova storia?

"Molto. Lavoravo da operaio e intanto facevo fumetti e avevo sempre la sensazione di non essere al mio posto. Nel mondo del fumetto, alle fiere, non si affrontavano mai temi concreti, di vita reale, mentre a me sarebbe piaciuto mantenere un contatto forte con la realtà. Allo stesso tempo, quando andavo a lavorare, non potevo o non riuscivo a parlare della mia vita di scrittore di fumetti. Quando ho potuto lasciare la fabbrica, è stato un sospiro di sollievo, ma poi c’è stata la chiusura, il dramma dei licenziamenti e mi sono sentito completamente coinvolto. Ma ancora, nel mondo del fumetto, non c’era interesse per questi temi".

Stava decollando Don Zauker, personaggio di rottura, ma non una storia operaia...

"È un fumetto popolare, che piace a persone di diverse fasce sociali. Don Zauker è fuori dagli schemi, sia per il tipo di umorismo, sia perché ha avuto successo con quattro volumi autoprodotti da me e Daniele, prima di passare a Feltrinelli Comics; è stato un trait d’union fra il fumetto e la working class".

Nemici del popolo ha comunque il sapore di una svolta.

"Ho capito che il problema era in me. Se certi temi mi interessavano, avevo poco da lamentarmi, toccava a me parlarne".

C’è stata una scintilla?

"La Gkn di Campi Bisenzio. Gli operai sono stati licenziati via mail, ma non hanno seguito il solito percorso: proteste, trattative, ammortizzatori e fine di tutto. Hanno scritto un’altra storia, fino a dare vita al Festival di letteratura working class. È una storia bellissima che mi ha dato la carica necessaria a scrivere Nemici del popolo".

Che è una storia piena di conflitti anche in seno al “popolo“. Perché?

"Ho voluto parlare di vari spaccati che restituiscono l’idea di una società che si sta piano piano sgretolando. Ci divoriamo l’un l’altro per questioni di vita quotidiana e perdiamo di vista gli obiettivi comuni".

Si vedono anche operai che avversano i migranti.

"Volevo raccontare lo spostamento a destra della classe lavoratrice. Sono stati creati conflitti fra sfruttati, i penultimi contro gli ultimi: questo secondo me è avvenuto perché si è persa la speranza di poter conquistare qualcosa con le proprie lotte e ci si è messi sulla difensiva. C’è invece bisogno di unire le diverse esperienze e portare avanti le nostre richieste tutti insieme".

Don Zauker tornerà?

"A fine aprile uscirà una raccolta dei primi episodi pubblicati sul Vernacoliere. Poi non dico che non faremo più niente, ma ci prendiamo una lunga pausa"

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