Mercoledì 22 Maggio 2024

Non solo grande filologo: il “Diario civile“ di Segre

Il libro "Diario civile" raccoglie saggezza e riflessioni di Cesare Segre su storia, letteratura e lingua, offrendo un'analisi critica e attuale della società.

Non solo  grande filologo: il “Diario civile“ di Segre

Non solo grande filologo: il “Diario civile“ di Segre

Un libro prezioso in cui si manifesta una limpida e pacata saggezza aperta, orientata su una realtà storica o di tempi ancora vicini al nostro presente, come su figure rilevanti della letteratura o sul mutare della lingua. Paolo Di Stefano (a cui si deve anche la postfazione) ha avuto il merito di raccogliere in un libro, dal giusto titolo di Diario civile, una serie di articoli di Cesare Segre (1928- 2014), pubblicati tra il 1988 e il 2013. Un libro che va dunque oltre il campo critico letterario per il quale è giustamente nota l’importanza di Segre. Eccoci allora ai riferimenti storici, agli scontri tra l’Islam e il mondo cristiano, al tempo della caduta di Mussolini vissuto dall’autore ragazzo, all’incontro tra il papa Wojtyla e il rabbino Toaff, alla Shoah, con riferimento alla storia personale dell’autore stesso, come nell’ultimo, splendido capitolo.

Su un altro piano, eccoci allora al modificarsi e anche degradarsi della nostra lingua, con l’attenzione ai dialetti anche in poesia, con la presenza sempre più massiccia nell’italiano dell’inglese d’America. E poi rilevante è sempre il discorso di Segre sull’educazione scolastica e sull’ abbassamento della preparazione dei giovani. Importante è comprendere l’acutezza critica dello sguardo e l’intelligenza sempre attiva e reattiva che un grande intellettuale come lui aveva saputo offrire anche in ambiti diversi da quelli della sua

natura e della sua stessa specifica attività di filologo, critico e teorico della letteratura di cui tanto sentiamo la mancanza.

Maurizio Cucchi

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