Martedì 16 Aprile 2024

Leonessa Rebecca, creatrice di mondi sonori

La Biennale Musica di Venezia premia la compositrice Rebecca Saunders per la sua ricerca sonora e il gruppo Ensemble Modern per il virtuosismo. Eventi futuri in programma.

Leonessa Rebecca, creatrice di mondi sonori

I Leoni della Musica 2024: l’Oro Rebecca Saunders (54 anni) e l’Argento Ensemble Modern (foto in alto a destra).

È stata una stagione, quella recente della Biennale Musica di Venezia, ricca di appuntamenti che hanno raccontato, da un lato, il futuro della musica nella sua stretta relazione con l’evoluzione delle tecnologie, dall’altro, il senso dell’avanguardia sonora “storica“, riproponendo classici del passato. Con la direzione di Lucia Ronchetti, infatti, c’è stato, lo scorso anno, il riconoscimento del Leone d’Oro al “non musicista“, per usare la definizione che lui più ama, inglese Brian Eno, con una “lectio magistralis“ sull’irruzione del registratore nella tecnica compositiva e, nel gennaio appena trascorso, la nuova messa in scena di una delle opere più significative del ’900, il Prometeo di Luigi Nono.

Con questi presupposti così importanti e impegnativi, l’attesa per i nuovi Leoni era particolarmente giustificata. La scelta dell’istituzione culturale veneziana, per il Leone d’Oro alla carriera, è caduta sulla compositrice inglese residente a Berlino Rebecca Saunders, "creatice, come recita la motivazione, di mondi sonori che esaltano l’esperienza dell’ascolto". Viene premiata "per la raffinatezza della sua ricerca e delle sue intenzioni compositive, per l’attenzione che dedica al microcosmo sonoro, per la sua capacità di creare nell’ascoltatore un’area riservata di ascolto, uno spazio acustico intimo e interiore che evolve e amplifica l’immaginario sonoro. La compositrice concepisce una temporalità specifica per ogni lavoro che diventa indagine e sperimentazione sull’esperienza dell’ascolto". La sua indagine, riconosciuta e sostenuta dalle accademie internazionali, riguarda il rapporto che nell’ atto creativo del fare musica, si sviluppa tra superficie, peso e tatto, dal peso dell’archetto sulla corda alla differenziazione del tocco delle dita sui tasti del piano. Elementi fisici che concorrono all’ interpretazione della partitura al fianco del virtuosismo del musicista.

Il Leone d’Argento è stato assegnato al gruppo tedesco Ensemble Modern, che, dopo aver suonato proprio alla Biennale nel 1985, tornerà nella prossima edizione, inaugurando il Festival il 26 settembre alla Fenice insieme all’orchestra del Teatro, diretta da Tito Ceccherini con la prima italiana di Wound, nuova opera di Rebecca Saunders. Il 28 settembre proporranno un altro lavoro della compositrice, Skull, commissione della Biennale, in programma al Teatro Piccolo Arsenale.

Pierfrancesco Pacoda

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