Lunedì 22 Luglio 2024
CRISTIANA MARIANI
Magazine

Itto presenta il primo album: “La musica è il mio diario personale. Sogno Brunori e Carl Brave”

Il cantautore torinese racconta cosa c’è dietro al disco ‘Questi dannati vent’anni’ e

Federico Urgesi, ovvero il cantautore Itto

Federico Urgesi, ovvero il cantautore Itto

"Non volevo arrivare a compiere 30 anni senza aver fatto uscire il mio primo disco". Federico Urgesi, in arte Itto, compirà 30 anni ad agosto. Il suo primo album, 'Questi dannati vent'anni', è uscito da poco. Quindi pienamente in tempo.

Federico, cominciamo dal nome d'arte: perché proprio 'Itto'?

"In realtà è il mio secondo nome. Prima che nascessi hanno comunicato a mia sorella che avrebbe avuto un fratellino e che si sarebbe chiamato Federico. Lei era piccola e riusciva a dire "Itto" al posto di Federico. Da qui è arrivato il mio secondo nome, da sempre tutti mi chiamano Itto e mi è sembrato naturale usarlo anche nella musica".

Come nasce una tua canzone?

"Di solito quando sono da solo a casa con la chitarra. Scrivo sempre da solo e di getto, poi tutto viene finalizzato e completato in studio. Alcune canzoni del disco, però sono nate del tutto in studio".

Come è nato il disco?

"Volevo farlo da tanti anni, ma non mi sembrava che fosse mai il momento giusto. Non volevo fare una playlist e infatti in ogni canzone di 'Questi dannati vent'anni' c'è un tema comune. Ogni canzone racconta gli ultimi 10 anni della mia vita, in cui ho fatto musica ed esprienze. La musica serve per mettere il dito sopra le cose capire cosa sta succedendo nella mia vita, è un diario personale. In questo album ci sono brani più scanzonati e leggeri, ma anche temi forti come le difficoltà che sto vivendo nell'ultimo anno".

Quali sono i tuoi artisti preferiti? Chi ti influenza?

"Ho iniziato a fare musica ascoltando punk rock, i Green Day in particolare. Nelle prime band suonavo la batteria e scrivevo canzoni. Mio padre mi ha insegnato a suonare la chitarra. Suonavo ovunque capitasse, sono andato ad esibirmi all'estero. Scrivevo in inglese. La musica italiana non mi piaceva, non la conoscevo in modo particolare. Poi ho scoperto la musica Brunori Sas, l’indie e il cantautorato e ho capito che si poteva fare anche in italiano quello che io stavo cercando di fare in inglese. E per me è cambiato tutto”.

Progetti futuri?

"Ci saranno date live per portare in giro il disco. Durante i concerti il pubblico canta canzoni che ho scritto e che magari a livello di streaming non hanno raggiunto grandi numeri quanto ad ascolti e questo mi lascia sempre molto sorpreso: non faccio musica solo per internet, quindi (ride, ndr). Poi arriverà nuova musica: la mia ragazza è americana e sono stato a Chicago ultimamente, dove ho iniziato a scrivere musica in inglese e a produrre con diversi artisti americani. E' un progetto che sta crescendo"