Lunedì 24 Giugno 2024
LINDA MEONI
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Il viaggio di Pinocchio nel mondo: ecco l’Atlante

A Teheran e in Tibet, “eroe“ socialista o icona anti-Pinochet: da Treccani il volume che raccoglie le infinite “declinazionii“ internazionali del capolavoro

Il viaggio di Pinocchio nel mondo: ecco l’Atlante

Il viaggio di Pinocchio nel mondo: ecco l’Atlante

Prendi Pinocchio, proiettane la storia in una pampa argentina; oppure, portalo tra le nevi del Tibet e chiamalo “omino di legno“. Oppure ancora, cercalo nei più remoti angoli terrestri e sorprenditi di trovarlo anche lì, qualsiasi sia la lingua parlata, qualsiasi la cultura. Perché Pinocchio, il romanzo ultracentenario di Carlo Lorenzini (per molti Carlo Collodi), è parola universale, è ponte di pace che parla allo stesso tempo arabo ma anche ebraico, ucraino ma anche russo. Per dar conto di questa ubiquità senza eguali ecco un testo unico edito da Treccani e promosso dalle Fondazioni Caript, Uniser e Carlo Collodi e Università per stranieri di Perugia.

Si chiama Atlante di Pinocchio ed è il risultato di un progetto ideato da Giovanni Capecchi, presidente Uniser e professore associato di letteratura italiana all’Università per stranieri di Perugia, che in tre anni ha svolto il paziente ruolo di "cerniera", a tenere insieme i tanti contributi arrivati dai cinque continenti. Sono infatti più di 140 gli studiosi che hanno collaborato alla stesura dell’opera, ciascuno ad analizzare le peculiarità per i rispettivi Paesi. Un lavoro enorme e certosino – nato per congiungere gli anniversari dei 140 anni dalla prima edizione in volume di Pinocchio, celebrati nel 2023 e dei 200 anni dalla nascita di Collodi, nel 2026 – che consegna al lettore una panoramica completa che racconta perfettamente dell’attualità di una fiaba e ne giustifica l’eterno fascino.

Professor Capecchi, quanto tempo fa nasce l’idea dell’Atlante?

"Una decina d’anni fa, grazie alle studentesse e agli studenti della mia Università. Varie volte mi è capitato di leggere l’incipit dell’opera alla classe ed essere compreso da tutti, qualunque fosse la nazionalità dei ragazzi. I tempi son diventai maturi nel 2021, con l’accoglimento della proposta da parte delle istituzioni. Aver terminato l’Atlante in tre anni è un bel risultato. Di cui ringrazio i tanti collaboratori e collaboratrici. Opere come queste si fanno solo in gruppo".

Perché chiamare l’opera “Atlante“?

"Perché quel che proponiamo è esattamente un viaggio nel mondo attraverso Pinocchio, strutturato così come lo sono gli atlanti geografici. E poi è “Atlante“ anche nel formato, che l’editore propone in due distinte edizioni: una, per le Grandi Opere Treccani, l’altra in formato libreria in 660 pagine più cento di illustrazioni".

Questo è il primo lavoro organico sul tema…

"Siamo partiti dagli studi esistenti sulla diffusione di Pinocchio nel mondo, constatando alcune mancanze. Ecco, l’Atlante per la prima volta ripercorre la fortuna di Pinocchio, nessun paese escluso. Il risultato è un viaggio nelle diverse letture di Pinocchio, ma anche un viaggio culturale in genere, dimostrazione dell’apertura, del rispetto reciproco e della pace possibile".

Curiosità dagli altri Paesi, in tema di Pinocchio?

"Molti Paesi hanno fatto proprio il testo, riadattandolo per renderlo più credibile. In un’edizione persiana, ad esempio, il Grillo Parlante diventa lo “Scarafaggio Parlante“, per via della scarsa diffusione in Iran dei grilli. Un’edizione svizzera del 1936 propone un’immagine patriottica: quando Pinocchio sale sopra a un colombo che lo porterà verso il mare, l’uccello a un certo punto devia e sorvola montagne e ghiacciai svizzeri".

Altri esempi?

" In Russia nel 1936 incontriamo “Buratino“, la cui storia assomiglia molto a quella di Pinocchio. Ma poi, nella seconda parte del testo, quel “Buratino“ diventa un Pinocchio socialista che cerca con la sua compagnia di emanciparsi dal Mangiafuoco oppressore. In Africa Pinocchio diventa nero, come Geppetto. Che impugna strumenti di tipico uso degli artigiani africani. In Cile, nel periodo della dittatura, tra i manifesti affissi dall’opposizione compare “Pinocho“, un Pinochet bugiardo. La figura di Pinocchio utilizzata quale elemento di satira, riferendosi al “politico bugiardo“, è peraltro comune a molti paesi. Insomma, nessun libro è completo in maniera assoluta, ma questo di sicuro contiene una quantità di notizie, informazioni e curiosità straordinaria".

E per quel che riguarda la parte illustrata del libro?

"Sono novantadue le tavole fuori testo, con sezioni dedicate al cinema. Parliamo anche del Pinocchio di Walt Disney, datato 1940, che fu poi quello che segnò una svolta nella globalizzazione di Pinocchio ma fu anche quello che più lo allontanò dal suo autore. Scopo dell’Atlante è quindi anche ricondurre il personaggio a un romanzo, scritto da Carlo Collodi tra il 1881 e il 1883, e anche a un paese in Italia, in Toscana".

Prossime ambizioni?

"Presentare l’Atlante in vari paesi del mondo. E riuscire a pubblicarne una versione in inglese. C’è poi un altro aspetto: questo libro sta generando e genererà delle ulteriori ricerche, la cui necessità è già emersa durante la stesura. Insomma, Pinocchio è davvero inesauribile".