Giovedì 20 Giugno 2024
ANDREA SPINELLI
Magazine

Il nuovo corso di Giorgia. "Io, fra spirito e materia"

Partito il tour nei teatri lirici dopo il ritorno a Sanremo con il sesto posto "All’Ariston ho superato la paura di non essere all’altezza di me stessa" .

Giorgia al Festival di Sanremo (Ansa)

Giorgia al Festival di Sanremo (Ansa)

di Andrea Spinelli

Ah che bellezza. Ah che dolore. "Ho selezionato le canzoni di questo nuovo show in base al loro grado di sofferenza" scherza Giorgia, parlando dei sentimenti lacerati dello spettacolo con cui in questo periodo si regala il suo primo tour nei teatri d’opera. Qualche giorno fa l’eroina di Parole dette male era al Petruzzelli di Bari, assecondata da una band di sei elementi alle dipendenze di Sonny T, ex bassista dei New Power Generation di Prince, per sommare microcosmo e macrocosmo, lirica e pop, come la “donna vitruviana” in cui s’identifica sulla copertina di Blu 1, l’album dato alle stampe sulla scia del ritorno a Sanremo. "Un’idea della direttrice creativa di Dior Maria Grazia Chiuri per rappresentare la distanza fra spirito e materia" racconta lei. Una sovrapposizione di figure perfette che la “soulwoman” romana porta pure al Ponchielli di Cremona giovedì, al Teatro Sociale di Como il 14 maggio, alla Pergola di Firenze il 30, al Valli di Reggio Emilia il 31, al Donizetti di Bergamo l’8 giugno. A novembre lo sbarco nei palasport dopo un’estate sotto le stelle a Ferrara, Torre del Lago, Castiglioncello.

Che cosa resta di Sanremo?

"L’ho trovata un’esperienza molto più potente a cinquant’anni che a venti. Perché a venti ci vai con una certa incoscienza, non hai un passato cui essere fedele (o infedele), mentre a cinquanta ti porti sulle spalle un bel fardello e serve una bella corazza per presentarti per quello che sei realmente. Quest’anno è arrivato il sesto posto, però è stata una settimana di grandissima trasformazione, negli ultimi anni infatti mi ero via via chiusa per la irrazionale paura di non essere all’altezza del ricordo che la gente aveva di me".

Come mai?

"Colpa anche del Covid e dell’isolamento che mi hanno messo dentro una crescente insicurezza. Debbo dire che in questa fase Elisa mi è stata molto vicinia. E mi ha aiutato tantissimo pure Rocco Papaleo, spingendomi nel suo Scordato a rimettermi in gioco e a ritrovare la voglia di osare. Ha visto qualcosa che pure a me sfuggiva".

“Oltre un muro i messicani In mezzo al mare donne e bambini Vite diverse come i destini Poi tutti uguali nei casini” canta in Senza confini.

"Il testo è di Elisa, su certe questioni parliamo la stessa lingua. Finché l’ego continuerà a inibire ogni possibile evoluzione spirituale, è difficile che si facciano passi avanti nei rapporti sociali. Avevo già approcciato l’argomento in Mal di terra e mi è sembrato giusto tornarci sopra. Anche se il mio apporto al pezzo si è limitato alla lista di divinità dell’antichità protettrici della natura, che ho scoperto essere tutte femmine. Tutto il resto è opera di Eli e di Dardust. Me l’ha fatto ascoltare su una spiaggia del Salento mentre i nostri figli giocavano davanti al mare..."

Quell’1 nel titolo lascia intendere l’arrivo di un Blu 2.

"Sì. Alcune canzoni ci sono già, tutte legate a questo mio nuovo percorso, caratterizzato da una scrittura moderna che dal vivo mi fa faticare regalandomi, però, anche tanta soddisfazione".

L’estate scorsa, quell’uscita sui social “Anche io mi chiamo Giorgia, ma non rompo i c...” ha fatto molto discutere.

"Ho ripostato ingenuamente questo meme e s’è scatenato il pandemonio. Ci abbiamo riso in quattro. Non è la prima volta che mi metto nei guai. Nel 2003 quando arrivò in radio Spirito libero, parlando del berlusconismo imperante e della presenza di Apicella sul palco di Sanremo, seppur a Domenica In, dissi che avremmo potuto chiamarlo Sant’Arcore. Apriti cielo".