Lunedì 22 Aprile 2024

Il “Cannone“ di Paganini ha bisogno di cure

Niccolò Paganini, stanco e prossimo a vendere il suo prezioso violino, il Cannone, decide invece di conservarlo per la Città di Genova. Dopo 280 anni, esperti liutai monitorano e curano lo strumento, che ora sarà sottoposto a un esame approfondito a Grenoble per preservarlo prima di un importante concerto a Londra.

Il “Cannone“ di Paganini ha bisogno di cure

Il “Cannone“ di Paganini ha bisogno di cure

"Stanco di viaggiare e di faticarmi in concerti ho l’intenzione di abbandonare per sempre l’esercizio del violino, il quale varrà un milione per chi volesse fare acquisto". Scriveva così Niccolò Paganini il 14 dicembre 1833 da Parigi a un amico. La tournée europea, intensa e faticosa, lo aveva fisicamente provato e l’artista meditava il ritiro e la vendita del suo Guarneri del Gesù, il prezioso Cannone. La storia andò poi diversamente. Paganini si riprese, portò a termine la tournée e il violino non solo non lo vendette, ma lo legò nel suo testamento alla Città di Genova che lo conserva gelosamente a Palazzo Tursi nelle sale paganiniane.

Il Cannone come tutti gli strumenti ad arco necessita di cure e di manutenzione e non a caso ci sono esperti liutai come Bruce Carlson e Alberto Giordano che lo monitorano continuamente. Da tempo si sa che lo strumento richiede un’analisi approfondita per verificare il suo esatto stato di salute. In tempi recenti, ad esempio, è stato consigliato di limitarne l’utilizzo e impiegarlo in concerti per violino solo o con accompagnamento del pianoforte per non stressarlo eccessivamente. Per di più sarebbe stata confermata la presenza di microcrepe probabilmente dovute all’età, visto che l’iconico strumento ha 280 anni.

Prima di mandarlo a Londra per un concerto affidato al recente vincitore del Premio Paganini Simon Zhu con la London Symphony Orchestra, alla presenza di re Carlo e della famiglia reale, il Comune ha deciso di consegnare lo strumento a un laboratorio di Grenoble, lo European Synchrotron Radiation Facility. Un esame microtomografico ad altissima definizione consentirà di verificare l’effettivo stato di conservazione ed eventualmente adottare contromisure per preservarlo.

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