Giovedì 13 Giugno 2024
CHIARA DI CLEMENTE
Magazine

Genio, strega, vestale: tutti i volti di Yoko

La Ono festeggia domani novant’anni: per molti resta la donna che ha separato i Beatles. Per Lennon è stata la musa che lo ha reinventato

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di Chiara Di Clemente

Il primo incontro avvenne la sera del 9 novembre 1966, a Londra. Lei aveva 33 anni, lui 26. Lui aveva terminato a fine agosto un tour negli Usa con la sua band (sarebbe stata l’ultima tournée) e aveva appena finito di girare il film di Richard Lester Come ho vinto la guerra nei panni del soldato semplice Gripweed. Lei era lì, arrivata da New York, perché il giorno dopo, all’Indica Gallery, si sarebbe inaugurata una sua mostra, mostra che John Lennon stava visitando quella sera in anteprima: tra le opere d’arte “interattive“ create da Yoko Ono, quelle che incuriosirono di più Lennon furono – raccontano le cronache – una mela esposta con tanto di targhetta “Mela“ (e che grazie alla targhetta arrivava a costare 200 sterline), una scala con specchietti che formavano la parola “Yes“ e un muro sul quale i visitatori sarebbero stati invitati a piantare dei chiodi. Quella sera Lennon insistette per piantare il primo chiodo, Yoko non voleva, dopo una lunga discussione Yoko cedette dicendo a John: "Ok, piantalo ma dammi 5 scellini", alché John le rispose: "Ti darò 5 scellini immaginari se tu mi farai piantare un chiodo immaginario". Le nozze tra i due vennero celebrate, a Gibilterra, il 20 marzo 1969.

Nata a Tokyo nel ’33, figlia di un membro di una delle più importanti famiglie di banchieri giapponesi e di una pianista classica, cresciuta negli Stati Uniti e dal ’61 impegnata come artista d’avanguardia al lavoro con Fluxus, Yoko Ono domani compirà 90 anni. Più di cinquant’anni fa il suo avvento nella vita di Lennon è stato definito "l’ingresso ufficiale di Edipo nel rock": prima dell’arrivo di Yoko, Paul McCartney e John Lennon oltre a condividere l’enorme talento artistico, condividevano il trauma della perdita, da adolescenti, della propria madre. E ambedue, John e Paul, avrebbero poi scelto per il dopo-Beatles delle compagne madri: Yoko era più vecchia di John di 7 anni, e quando lui ha iniziato a cantare di lei nelle sue canzoni, lei è stata fin da subito – oltreché la compagna dell’amore e del sesso – una superpotenza ultraterrena, una dea madre.

Passata al mito come la donna (finanche la “strega“) che ha distrutto i Beatles, Yoko ha attraversato con la stessa impassibile spavalderia e le ondate di odio che l’hanno sommersa, e quelle di entusiasmo cresciute con la maturità. Con il documentario kolossal del 2021 di Peter Jackson, Get Back, che ricostruisce minuto per minuto – grazie a una quantità gigantesca di materiale inedito – i 21 giorni del gennaio 1969 in cui nacquero l’album Let it Be e il famoso concerto sul tetto degli uffici della Apple Corps, al numero 3 di Savile Row, ovvero l’ultimo concerto dei Beatles, Yoko è recentemente tornata protagonista, e ancora una volta in negativo, agli occhi dei fan. Dalle immagini è evidente che Lennon l’adora, è evidente che Macca la vive come un’intrusa nella storia d’amore – artistico ma appassionatissimo – tra lui e John, è evidente che lei non fa assolutamente niente per integrarsi col gruppo, anzi. Tolte le urla in cui si produce quando “performa“, Yoko è per tutta la registrazione una presenza tanto muta quanto incombente e dilagante, spesso censoria: è evidente che John è Yoko-dipendente, poiché è evidente che ha individuato in lei, e solo in lei, il viatico verso un nuovo se stesso, un se stesso più consapevole politicamente e artisticamente, quel se stesso che di lì a qualche anno – al fianco della donnamusa tra un bed-in e l’altro – avrebbe creato Imagine o Give Peace a Chance, diventando, nell’immaginario ufficiale “il“ contestatore, “il“ pacifista, il perseguitato dell’Fbi.

L’autentico paradosso è che però, morto John, ucciso davanti alla loro casa newyorkese a Central Park l’ 8 dicembre 1980, da protagonista assoluta nella vita e nell’arte del suo uomo, Yoko si è trasformata in vestale – prossimo appuntamento il doc Daytime Revolution sulla coppia alla conduzione di uno show tv Usa nel ’72 – della sua eredità. L’ultimo atto? È stata lei a comprare la casa d’infanzia di John a Newcastle Road, Wavertree, Liverpool: la notizia è venuta fuori solo in questi giorni, in seguito a un’inchiesta su alcune proprietà offshore. Yoko l’acquistata nel 2013: probabilmente per salvarla da speculazioni di estranei è arrivata a pagarla – nel massimo segreto – 480.000 sterline. Più cinque scellini. Immaginari.