Martedì 18 Giugno 2024
CRISTIANA MARIANI
Eurovision

Piqued Jacks, da Pistoia all’Eurovision: chi sono i portabandiera di San Marino

La band è sul palco di Liverpool per la seconda semifinale con ‘Like an animal’

I Piqued Jacks (Foto Alessandro Scerbo)

I Piqued Jacks (Foto Alessandro Scerbo)

Da Pistoia a Liverpool, passando per San Marino: i Piqued Jacks rappresentano il Titano all'Eurovision Song Contest 2023. E sono anche i più giovani partecipanti in gara. Chi sono i Piqued Jacks? Anzitutto, le presentazioni: E-King alla voce, Majic-o alla chitarra, Holy-Hargot alla batteri e Little Ladle al basso. La loro è una storia che parte da lontano, da quando andavano a scuola insieme. E ora sono all’Eurovision con il brano ‘Like an animal’.

Vi sareste mai aspettati di arrivare fino all’Eurovision?

"Non l’avremmo mai immaginato. Quando eravamo piccoli non sapevamo cosa fosse l’Eurovision. Rispetto agli Paesi in Italia c’è poco fanatismo verso questa manifestazione. Quest’anno siamo gli artisti più piccoli, ma abbiamo sentito un sacco di affetto nei preparty in Europa”.

Quando avete capito che avreste potuto vivere di musica?

“Lo stiamo capendo ora, abbiamo sempre sopravvissuto di musica. Quello che ci unisce è voler vivere di questo nonostante i super bassi che abbiamo vissuto ei momenti alti”.

Che consiglio dareste a chi vuole fare musica?

"Consigliamo a tutti di giocare a calcio (ridono, ndr). Noi siamo la dimostrazione che siamo sempre andati avanti nonostante tutto. Perseguire quello che si ama fare, se vi piace una cosa perseguitela. Cercate di scremare il più possibile anche i consigli e poi di fare come vi dicono cuore e testa”.

A ‘Una voce per San Marino’ avete sbaragliato una concorrenza agguerrita. Cosa avete provato?

“Tilt totale e poi soddisfazione. La gara era molto serrata, c’erano un sacco di buone proposte. Eravamo consapevoli di quello che siamo, ma non sapevamo cosa volesse la giuria. Il fatto che i giurati fossero inglesi ci ha forse permesso di mostrare la nostra internazionalità. Proviamo una sorta di rivincita e rivalsa nei confronti del panorama italiano. I nostri fan sono insostituibili, però c’è un mercato in Italia che non ha mai aperto gli occhi su certi progetti. Vogliamo conquistarci anche l’affetto in Italia”.

Cosa vi aspettate dall’Eurovision?

“Aspettarsi non è la parola giusta, vogliamo prendere tutto il buono che viene. È una vetrina, siamo molto concentrati su quello che dobbiamo fare. Speriamo che sia una spinta anche per il dopo”.