Lunedì 20 Maggio 2024
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Come liberarsi del singhiozzo

Mangiare o bere troppo velocemente. Assumere alcolici in eccesso. Ingerire aria, come capita quando si vive assillati dall’ansia. Sono alcune...

Come liberarsi del singhiozzo

Come liberarsi del singhiozzo

Mangiare o bere troppo velocemente. Assumere alcolici in eccesso. Ingerire aria, come capita quando si vive assillati dall’ansia. Sono alcune delle cause del singhiozzo, un disturbo molto comune che si manifesta a tutte le età e che talvolta può essere la spia di alcune patologie.

Il rimedio antisinghiozzo più diffuso – confermato dalla medicina moderna – resta quello attribuito a Ippocrate più di duemila anni fa: inspirare profondamente e trattenere il fiato, rimanendo in apnea per 10-25 secondi. La tecnica permette di rilassare il diaframma e far cessare le contrazioni. Sì, perché i responsabili di quel fastidioso ’hic’ sono appunto gli spasmi ripetuti e involontari del diaframma – il muscolo della respirazione – generati dall’irritazione del nervo frenico.

Tra i sistemi tramandati dalle nonne c’è quello di ingerire velocemente acqua a piccoli sorsi oppure assumere un cucchiaino di succo di limone o aceto puri. A cui si aggiungono, favorire uno starnuto o inghiottire rapidamente un cucchiaio di zucchero (metodo però sconsigliato a chi deve tenere bassa la glicemia).

Anche l’agopuntura può aiutare chi è in preda al singhiozzo. "In presenza del disturbo – conferma Tu Loss, medico agopuntore a Bologna – è consigliabile massaggiare ripetutamente, premendo con il pollice e l’indice, la zona esterna che circonda l’ingresso del padiglione auricolare fino alla scomparsa dei sintomi". Masticare bene il cibo è invece uno degli accorgimenti per prevenire il singhiozzo, oltre evitare di alternare velocemente l’ingestione di cibo e bevande troppo calde o troppo fredde. È altrettanto efficace tenere a bada lo stress, attraverso una respirazione lenta e profonda, mutuata dallo yoga e da altre tecniche di rilassamento.

Se il singhiozzo non passa, o si ripresenta di frequente, è opportuno però rivolgersi a un medico per escludere eventuali patologie che potrebbero esserne la causa. Tra queste, alcuni disturbi dell’apparato digerente (reflusso gastroesofageo e gastrite), l’infiammazione del pericardio la membrana che avvolge il cuore (pericardite) e l’alterazione dei centri nervosi che controllano il singhiozzo.

Lo specialista prescriverà esami diagnostici (radiografia del torace, ecografia, ecocardiografia, risonanza magnetica) che aiuteranno a individuare la cause e l’opportuna terapia. Negli attacchi gravi di singhiozzo il medico potrebbe anche decidere di somministrare farmaci antispastici, rilassanti e sedativi. E in certi casi – fortunatamente molto rari – potrebbe essere necessario un intervento chirurgico per devitalizzare i nervi frenici.

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