Lunedì 17 Giugno 2024
GIOVANNI BOGANI
Magazine

Bufera Buchmesse. Scrittori con Saviano, via all’onda delle defezioni

Piccolo, Giordano e Veronesi non parteciperanno alla Fiera di Francoforte. L’autore del “Colibrì“: "Esclusione ridicola. Se lui non c’è, rifiuto l’invito".

Bufera Buchmesse. Scrittori con Saviano, via all’onda delle defezioni

Bufera Buchmesse. Scrittori con Saviano, via all’onda delle defezioni

"Non posso andare, ho judo", scrive ironico Paolo Giordano a proposito della Buchmesse, la Fiera del libro di Francoforte, il più grande evento mondiale di editoria. "Non posso accettare l’invito che ho ricevuto", gli fa eco Sandro Veronesi. "Non mi piace prendere posizioni pubbliche, ma stavolta lo faccio, perché c’è di mezzo la letteratura", dice Francesco Piccolo.

Tre "no, grazie" alla partecipazione alla Fiera del libro di Francoforte. Che si terrà il prossimo ottobre, e che avrà l’Italia come ospite d’onore. Da parte di tre vincitori del premio Strega, altrettante prese di posizione forti, in solidarietà con il mancato invito allo scrittore Roberto Saviano. Mancherà anche un altro degli invitati a far parte della delegazione italiana, il poeta Franco Buffoni.

L’altro giorno, una giornalista tedesca aveva chiesto a Mauro Mazza, commissario governativo che coordina la partecipazione italiana alla Fiera, perché non ci fosse Saviano. "Non c’è perché non è stato invitato – ha risposto Mazza – Tra i criteri che ci hanno ispirato nella scelta degli autori c’è stata la volontà di dare voce a chi voce finora non l’ha avuta, e di presentare autori con opere integralmente originali".

Parole che hanno indignato lo scrittore Sandro Veronesi: "Le ragioni balorde e ridicole con cui il commissario Mazza ha giustificato l’esclusione di Roberto Saviano non mi permettono di accettare l’invito che ho ricevuto", ha detto lo scrittore, due volte premio Strega, con Caos calmo e Il colibrì. Veronesi contesta "questa pratica di ingerenza del Presidente del Consiglio e dei suoi più fidati collaboratori, accompagnata da putiniana ipocrisia, su decisioni che non devono seguire logiche politiche".

Il caso è scoppiato, e difficilmente si riassorbirà. Paolo Giordano, premio Strega con La solitudine dei numeri primi, scrive su X: "La prima cosa che ho fatto dopo aver ricevuto l’invito alla Buchmesse 2024 è stata chiedere a Roberto Saviano se fosse stato invitato: no. E allora, non posso, ho judo". E aggiunge, più esplicitamente: "Roberto è diventato la cartina di tornasole di certi criteri politici di esclusione inaccettabili nella cultura. Quanta miopia anche solo strategica? Peccato, la Buchmesse era una grande occasione per tutti e tutte noi, per il paese".

E lo scrittore Francesco Piccolo, premio Strega con Il desiderio di essere come tutti, rincara la dose: "È insensato che le circostanze politiche del presente condizionino una così prestigiosa vetrina culturale".

"Sono fiero di non essere stato invitato alla fiera di Francoforte da quello che ritengo il più ignorante governo della storia italiana, e mi fa sorridere quanto siano inefficaci questi ostracismi. Più censurano e bloccano, più la società culturale e civile si fa sentire", scrive su Instagram Roberto Saviano, che sarà comunque a Francoforte, ospite dei suoi editori tedeschi, come ha assicurato il direttore della Buchmesse Jurgen Boos.

Tra gli altri assenti, per scelta, nella delegazione italiana c’è Antonio Scurati, premio Strega per M. Ci saranno – salvo nuove defezioni – Alessandro Barbero, Alessandro Baricco, Paolo Cognetti, Paolo Nori, Rosella Postorino, Maurizio de Giovanni, Valeria Parrella, Pietrangelo Buttafuoco, Aldo Cazzullo e Dacia Maraini, che sarà protagonista di uno dei tre “assoli“ italiani, con Alessandro Baricco e Claudio Magris. Dacia Maraini commenta: "Se si vuole fare una protesta, bisogna farla tutti insieme. Se tutta la delegazione italiana decide di non andare alla Buchmesse, io ci sto. La censura è un errore, sempre. Non avendo invitato Saviano lo hanno fatto diventare un caso politico".

Sarà alla Fiera anche il filosofo Stefano Zecchi (nella foto), uno dei tre testimonial italiani (con Carlo Rovelli e Susanna Tamaro), il quale commenta: "In realtà Saviano doveva essere invitato dalle case editrici. Si rivolga a loro. Questa è una tempesta in un bicchiere". Marcello Veneziani, anche lui presente alla Buchmesse, dice: "Trovo fastidiosa la presenza del partito degli intellettuali che interviene, decide, sanziona e pretende di essere un potere per diritto divino".

Astio, veleni, schieramenti contrapposti. La foto di gruppo della letteratura italiana ricorda la famiglia Borgia.