Martedì 18 Giugno 2024
GIOVANNI BOGANI
Magazine

Favino: "Basta con i divi Usa, italiani da macchietta"

L'attore lancia l’allarme: "Non ce l’ho con Adam Driver o Al Pacino. Però: perché Hollywood sceglie loro per interpretare Gucci o Ferrari?"

Pierfrancesco Favino, 53 anni, ora al cinema con L’ultima notte di Amore

Pierfrancesco Favino, 53 anni, ora al cinema con L’ultima notte di Amore

Pierfrancesco Favino, l’attore italiano oggi più importante, più versatile, probabilmente il più rappresentativo, l’aveva detto pochi giorni fa dal tavolo delle conferenze stampa della Berlinale, dove il film che ha interpretato, L’ultima notte di Amore – peraltro splendido – è stato presentato nella sezione Berlinale Special Gala. Favino è intervenuto in difesa degli attori italiani, che vengono spesso "sorpassati", nelle grandi produzioni di Hollywood, anche quando si tratta di interpretare ruoli di italiani. "Ci vuole più rispetto", ha detto Favino. "Nelle grandi produzioni americane, anche i ruoli di italiani vengono recitati da attori stranieri". E ha citato film come House of Gucci, con Lady Gaga-Patrizia Reggiani, o il biopic Ferrari di Michael Mann, con Enzo Ferrari-Adam Driver.

In queste ore Favino è tornato sull’argomento in una conversazione con Gianluca Gazzoli per il suo canale TikTok. "Non è che ce l’abbia con Adam Driver o Al Pacino o chiunque altro. Ma in un momento in cui si parla tanto di inclusività e di rispetto, siamo l’unica eccezione alla regola? Perché tutta la famiglia Gucci deve parlare, in un film, con l’accento del New Jersey? L’italiano viene rappresentato in un modo fermo agli anni ’50. Sono stanco di vedere persone che entrano nei bar facendo “Eeehi, ‘a capuccino, Mmmarrio, eeeh, lallella“… è un cliché anni ’50, dell’italoamericano del New Jersey, che viene riproposto tutte le volte. Se Helen Mirren interpreta Golda Meir in un film scoppiano polemiche perché una non ebrea interpreta una leader politica di Israele. E perché solo per noi italiani questa regola sembra non valere?". Ha proseguito Favino: "Come fanno attori come Scamarcio, come Luca Marinelli, o anche il giovane di vent’anni che ancora si deve fare conoscere, ad avere un’opportunità fuori dall’Italia, se per il ruolo da italiano in un film internazionale si prende il ventenne americano già noto, perché così il film si vende meglio? È chiaro: in questo modo rimarremo sempre una piccola realtà".

E se Lady Gaga in House of Gucci prova a parlare un italiano abbastanza psichedelico, in The Irishman del genio Martin Scorsese Joe Pesci e Robert De Niro ricordano i tempi dello sbarco in Sicilia dialogando in un italiano surreale. Magari gli altri non se ne accorgono: per noi l’effetto è grottesco. E come dimenticare la scelta del cast della serie kolossal Fox del 2018 American Crime Story dedicata all’omicidio Versace in cui Gianni era interpretato dal venezuelano Édgar Ramírez, Antonio D’Amico dal portoricano Ricky Martin e Donatella dalla diva spagnola adorata da Hollywood Penélope Cruz.

C’è anche un altro problema: quello degli stereotipi. Della rappresentazione dell’Italia e degli italiani secondo schemi vecchi di settant’anni. Nella seconda stagione di The White Lotus, ambientata in un lussuoso resort di Taormina, la bravissima Sabrina Impacciatore ha conquistato il pubblico americano. Ma l’Italia che viene rappresentata è un’Italia di mafia, di omofobia e machismo, di vecchie canzoni, eterne pigrizie, di espedienti e truffe, di piccola e grande criminalità. È, come sempre, un infinito luogo comune, quando siamo fortunati un’infinita cartolina. Ah, ma quanto si mangia bene.

Anche un regista raffinato e colto come Woody Allen è caduto nella trappola. Girando From Rome With Love di stereotipi non ne ha perso uno: dal cantante d’opera che canta sotto la doccia al vigile urbano in piedi sulla pedana rotonda, con una divisa che ricorda Alberto Sordi. Anthony Minghella, quando ha girato Il talento di Mr. Ripley, ha riempito l’Italia di sole, mare, canzoni e Vespe Piaggio: per Hollywood l’Italia è eternamente ferma a Vacanze romane. Come lo è nel film 2022 di Netflix Love & Gelato, o nella serie From Scratch, interpretata da Zoe Saldana.

Ci sono, peraltro, bravissimi attori e attrici italiane che recitano in inglese con grande padronanza della lingua: come lo stesso Favino, che ha recitato con Spike Lee e con Ron Howard, mentre Alessandro Borghi è protagonista della serie Diavoli, tutta girata in inglese. Ma c’è poco da fare: toccò anche al più grande divo italiano di sempre, Rodolfo Valentino. Adorato da tutta Hollywood, Valentino interpretò il torero, lo sceicco, il tenente russo, l’argentino. Tutto, tranne che l’italiano.