Addio Antonio Paolucci. Lo storico dell’arte “sovrintendente d’Italia“. Una vita alla guida di musei

Da Venezia a Firenze fino al Vaticano. Ministro dei Beni culturali nel governo Dini. La passione per il Rinascimento e quella predilezione per Raffaello .

Addio Antonio Paolucci. Lo storico dell’arte “sovrintendente d’Italia“. Una vita alla guida di musei
Addio Antonio Paolucci. Lo storico dell’arte “sovrintendente d’Italia“. Una vita alla guida di musei

Professor Paolucci, chi è il più grande artista di sempre?”. "Raffaello", rispondeva senza esitazioni. Il destino ha voluto che terminasse la sua immensa carriera da direttore dei Musei Vaticani, guidati per dieci anni, avendo l’opportunità di passeggiare ogni giorno in quelle Stanze vaticane che proprio Raffaello aveva trasformato in un monumento alla pittura di tutti i tempi. Con esiti forse, secondo Paolucci, ancora più straordinari di quanto avesse fatto Michelangelo nella Volta della vicina Cappella Sistina, dipinta dal Buonarroti negli stessi anni.

Ma Antonio Paolucci storico dell’arte, e per lunghe stagioni politico e sovrintendente, domenica sera ha voluto chiudere gli occhi, a 84 anni, nella sua Firenze, città del cuore dopo Rimini, dove era nato il il 29 settembre 1939, e di cui aveva conservato nell’anima i colori degli artisti romagnoli a lui tanto cari quali Melozzo da Forlì.

È a Firenze che da sovrintendente ha diretto per lunghi anni il polo museale della città, con particolare attenzione agli Uffizi, concependo il Complesso Vasariano come un unicum con i capolavori che custodiva. Anche qui, passeggiando nei corridoi del secondo piano della Galleria, su cui aprono le sale con Giotto, Paolo Uccello, Beato Angelico e via via Botticelli, Leonardo e Michelangelo, Paolucci volgeva lo sguardo da dentro a fuori: "Perché così l’ha concepito Vasari - spiegava parlando degli Uffizi -, un edificio fra cielo e terra in su l’acqua". Così era la sua visione dell’arte, esperienza non sezionabile, dove la bellezza e a ricerca dell’armonia, su cui Raffaello aveva raggiunto il vertice, convivevano dai capolavori fino ai minimi dettagli.

Era stato Papa Benedetto XVI nel novembre 2007 a nominarlo direttore dei Musei Vaticani, in

sostituzione dell’archeologo Francesco Buranelli, incarico che terrà fino al 2017. Prima di allora era stato un po’ tutto: da ministro del Beni culturali col governo tecnico di Lamberto Dini, dal 1995 al 1996, a sovrintendente in molte parti d’Italia: Venezia, Verona, Mantova, Brescia, Cremona. Poi Firenze, dove fu direttore del prestigioso istituto di restauro dell’Opificio delle pietre dure e il primo soprintendente per il Polo museale fiorentino, con gli Uffizi come capofila.

E fu sempre lui che Roma chiamò quando c’era da salvare la Basilica di Assisi dopo il disastro del terremoto del 1997. Gli fu affidato l’incarico di commissario straordinario, per recuperare da sotto le macerie i frammenti degli affreschi di Giotto e degli altri artisti. Non è un caso che Firenze sia stata il punto di arrivo, perché fu anche quello della partenza, l’inizio di un amore per l’arte che lo avrebbe accompagnato per tutta la vita.

Paolucci si era laureato proprio all’università fiorentina con Roberto Longhi nel 1964, per specializzarsi poi a Bologna con Francesco Arcangeli. Come i suoi maestri, anche lui è diventato tra i più stimati storici dell’arte del suo tempo, con particolare dedizione e da vero specialista del Rinascimento, oltre che museologo di fama mondiale, uomo delle istituzioni e per decenni protagonista di spicco nel campo della tutela, della promozione e della valorizzazione del nostro patrimonio artistico e culturale. Intensa anche la sua attività di studioso e pubblicista: ha fra l’altro collaborato con i nostri giornali.

Tra i numerosi incarichi ricoperti, anche quelli di presidente dell’Accademia di Belle Arti di Carrara, presidente del comitato scientifico per le mostre d’arte nelle Scuderie del Quirinale, della Fondazione Horne, vicepresidente del Consiglio superiore dei Beni culturali, consulente del sindaco per i musei civici di Firenze, concludendo la sua prestigiosa carriera da direttore dei Musei Vaticani. E proprio da Papa Francesco è arrivato un telegramma in cui definisce Paolucci "apprezzato cultore dell’arte", ricordando il servizio reso ai Musei Vaticani "generoso e competente. Oggi alle 15,30 i funerali nella Basilica della Santissima Annunziata di Firenze.

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