Il Louvre è ancora il museo più visitato al mondo: 3 percorsi per scoprirlo

20 aprile 2023
Louvre museo_Pixabay

Louvre museo_Pixabay

Ancora una volta la 'sfida dei musei' sorride al Louvre di Parigi. La classifica stilata a fine marzo da “Il Giornale dell'Arte” ha confermato in vetta l’ex palazzo residenziale dei re di Francia che, nel 2022, ha fatto registrare poco meno di 8 milioni di ingressi (7.726.321 per la precisione). Il tutto con buona pace di noi italiani, secondi e quarti, rispettivamente con i Musei Vaticani e le Gallerie degli Uffizi. La medaglia di bronzo va al British Museum di Londra. Con le sue 35.000 opere esposte (e 460.000 nei magazzini), distribuite in 403 sale, il museo (il più grande al mondo per superficie espositiva, parliamo di ben 73.000 mq di gallerie) rappresenta una tappa imprescindibile per chi si reca a Parigi. Per visitarlo tutto - percorrendo a ritmi sostenuti i 14 km e mezzo di corridoi e gli oltre 10.000 scalini - ci vorrebbero circa 10 giorni, decisamente una “missione impossibile”. Quindi da dove partire?

I grandi tesori: dalla Gioconda alla Venere di Milo

Il percorso dura circa un’ora e mezza/due ore e consente di ammirare le opere più famose del museo. Biglietto alla mano (17 Euro on line, 15 in loco ma attenzione, nel secondo caso, alla disponibilità nei periodi di maggior accesso), si entra dall’Ala Sully, superati i controlli e raggiunto il Pavillon de l’Horloge, si procede per la scalinata fino al Livello 1. Giunti in cima attraversando la porta in legno sulla destra si accede alla Sala delle Cariatidi (sala 348), attraversatela per poi entrare nel corridoio a destra del monumentale camino, il percorso procede tra pilastri di marmo rosso e ci conduce alla Venere di Milo (sala 346), capolavoro dell'arte ellenica, una delle sculture più celebri di tutta la storia dell’arte. Ritornando sui vostri passi e imboccando la prima svolta a sinistra dopo i pilastri, proseguite dritto per poi salire la scalinata e “incontrare” la Nike di Samotracia (sala 703 ala Denon), o Vittoria di Samotracia (200-180 a.C.). Dal lato opposto della statua, girate a destra e attraversate le colonne, sulla vostra sinistra l’affresco del Botticelli, “Venere e le tre Grazie offrono doni a una giovane” (sala 706, ala Denon). Passando una porta a vetri si entra nel Salon carré (sala 708), da lì si procede per la Grande Galerie (la Grande Galleria), un tripudio di Rinascimento italiano che ci conduce fino alla Salle de Etats (sala 711), la “casa” della “Gioconda”, tra i più celebri capolavori di Leonardo Da Vinci. Di fronte un’altra perla, “Le nozze di Cana” del Veronese, passando a sinistra del quadro si apre il corridoio della Pittura italiana, con la “Vergine delle Rocce” di Leonardo e capolavori di Giotto, Cimabue, Raffaello, Michelangelo, Caravaggio. Il percorso procede, entrando nella sala dietro alla Monna Lisa per poi prendere a sinistra e percorrere un lungo corridoio tra pareti rosse e arrivare davanti a “La zattera della Medusa” (sala 700), grande dipinto realizzato nel 1819 da Theodore Gericault. Da qui se si vuole fare una piccola sosta, ecco il Café Mollien che, dalla sua terrazza, regala una spettacolare vista della Piramide. Recuperate le energie, si scende l’ampia scalinata per arrivare ad ammirare gli “Schiavi” (lo Schiavo Ribelle e lo Schiavo Morente, si trovano nella sala 403, ala Denon livello 0), due magnifiche sculture realizzate da Michelangelo per il secondo progetto della tomba di papa Giulio II. Da qui verso l’uscita per godere di un’altra celeberrima meraviglia dell’arte italiana, “Amore e Psiche” (sala 403, ala Denon), gruppo scultoreo di Antonio Canova, realizzato tra il 1787 e il 1793. Scendendo le scale, dalle grandi finestre si può ammirare, ancora una volta, la Piramide, controversa opera in vetro e metallo dell'architetto Ieoh Ming Pei (commissionata da Mitterand) e inaugurata il 4 marzo 1988. Il percorso è giunto al termine.

Per gli amanti dell’Egitto

Con circa 55.000 reperti la raccolta dedicata all’Egitto custodita al Louvre è seconda soltanto a quella de Il Cairo. Un’esperienza da non perdere, quindi, per chi ama riti, manufatti e storia del popolo dei Faraoni. Entrando sempre dall’Ala Sully, si procede sulla sinistra verso la sezione Medievale, l’accesso alla collezione egizia è presidiato dalla Grande sfinge di Tanis (piano seminterrato sala 348), alta circa un metro e ottanta e lunga quasi cinque metri. Sulla sinistra ci sono delle scale, in cima si entra nella sala 336 che accoglie modellini di barche risalenti al 2.000 a.C., la sala 333 offre reperti pittorici sulla raccolta del grano dalla tomba di Wensu, mentre nella sala 335 si può ammirare la statua di uno scriba a gambe incrociate. Tra arredi (sala 331), gioielli (330) e “giochi da tavolo” (329) si raggiunge il corridoio delle sfingi per poi girare a destra ed entrare in un grande ambiente. Qui ad accoglierci c’è la statua di Yuyu (sala 324), grande sacerdotessa di Osiride che ci indica l’accesso alla vita eterna. Attraversando la stanza e poi scendendo le scale si arriva alla Cripta di Osiride, risalendo ecco il sarcofago di Abu Rawash (stanza 321), nella stanza 322 la mummia e i vasi canopi, utilizzati dagli antichi egizi per conservare le viscere estratte dal cadavere durante il processo di mummificazione. Ripercorrendo i nostri passi, verso l’uscita, arriviamo alla sala 635, il famoso Scriba rosso (o Scriba seduto), statua in pietra calcarea che rappresenta uno dei più importanti esempi di arte egizia dell'Antico Regno, ci darà il suo arrivederci.

L’Ala Richelieu con il codice di Hammurabi

Subito dopo l’ingresso, prima tappa la spettacolare Cour Puget, abbagliante nei suoi marmi bianchi. Salendo le scale a sinistra, al piano ammezzato, nel centro, c’è la statua di un uomo attaccato dai leoni. Si tratta del Milone di Crotone, gruppo marmoreo realizzato tra il 1671 e il 1682 dallo scultore Pierre Puget. Prendendo la scalinata a sinistra che porta alla terrazza e poi girando a destra e seguendo il cammino principale ci si para davanti il bronzo del Leone con il serpente di Antoine Louis Barye. Raggiungendo la sala 234 ci addentriamo in una delle collezioni più antiche del Louvre, tra le opere esposte la famosa statua del sovrintendente Ebih-Il risalente al 2.400 a.C.. Tappa imprescindibile, nella sala 227, il codice di Hammurabi, re di Babilonia, raccolta di leggi scritte incise su una magnifica stele di diorite nera, mentre la sala 229 ci accompagna alla scoperta di Khorsabad, la grande capitale assira di Sargon II.

Il Louvre di sera

Visitare il Louvre di notte è un'esperienza unica e assolutamente da provare. L’atmosfera è magica, le luci che illuminano le statue giocano con gli sguardi, è possibile passeggiare tra le sale e le gallerie senza la ressa che accompagna le visite di giorno. E la Piramide regala uno spettacolo davvero speciale. Un’esperienza che si può vivere (prenotando con grande anticipo) tutti i venerdì, quando il museo rimane aperto fino alle 21.45.