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Sapori e tradizione: evviva le Marche

In lungo e in largo alla ricerca di sapori antichi e di luoghi storici o meraviglie paesaggistiche. Il meglio del territorio a Palazzo Balleani Vecchio dove si possono degustare ben 40 etichette regionali

Arte, cultura, storia, enogastronomia di qualità, il più grande distretto biologico del Paese. Le Marche sono tutto questo, e altro ancora. Il nostro tour inizia dalla città regia Jesi, un piccolo concentrato di arte, bellezza, personaggi e buon cibo. Tra i tanti palazzi quello Panetti è di sicuro il più rappresentativo. Un’opera del grande Francesco di Giorgio Martini e prova del miglior Rinascimento. Caratteristico il suo corridoio lungo 76 metri con le volte ricche di stucchi, affreschi, simbologie e allegorie. Jesi è anche famosa per aver dato i natali all’imperatore Federico II, all’umanistica Colocci, al musicista Pergolesi solo per citarne alcuni. Qui c’è il cuore della cultura enogastronomica della regione. L’Istituto Marchigiano di Enogastromia (IME) rappresenta l’occasione per fare un tasting con una selezione di prodotti certificati, specialità culinarie e vini locali. L’IME è ospitato all’interno del seicentesco Palazzo Balleani Vecchio, un luogo dove si respira l’essenza, l’anima enogastronomica delle Marche.

Qui si ha la possibilità di degustare ben 40 etichette di vini provenienti da tutte le Marche, in uno straordinario viaggio fra i 5 sensi. Proseguendo il nostro viaggio ci spostiamo verso Maiolati Spontini dal passato medievale e rinascimentale del quale rimangono i resti delle quattrocentesche mura castellane, famosa per aver dato i natali al grande compositore Gaspare Spontini. Da visitare la casa natale, ora adibita a Museo, e il Parco Colle Celeste. Una balconata permette di godere la vista della vallata dell’Esino fino al Mare Adriatico. A livello culinario qui tradizione e innovazione si incontrano dando vita a uno straordinario connubio di sapori. Carne alla brace, ma anche primi piatti tipici, la pizza cotta nel forno a legna e un grande assortimento di salumi e formaggi nostrani.

Il più grande e bel ipogeo naturale nel nostro tour non può assolutamente mancare così ci si sposta su Genga per calarci nel silenzio delle mitiche Grotte di Frasassi all’interno del Parco naturale regionale della Gola della Rossa e di Frasassi. Un’opera d’arte naturale che riporta la firma del lavoro dei fiumi Esino e Sentino nel corso dei millenni nel scavare gole e forre. Proseguendo per l’entroterra marchigiano una curiosa torre pendente cattura il nostro sguardo e arriviamo così a Cerreto d’Esi. Al confine tra la provincia di Ancona, di cui fa parte, e quella di Macerata, Cerreto d’Esi, è posizionata lungo l’alta valle dell’Esino. Tra le bellezze architettoniche, la più attrattiva, è senza dubbio la torre della città: alta venticinque metri e nota per la sua accentuata pendenza. Conosciuta come Torre di Belisario, prende questo nome dal generale romano che secondo la leggenda fondò la città di Cerreto. Di lì a qualche chilometro un piccolissimo agglomerato di case è Braccano caratteristico per i suoi murales sparsi un po’ per tutte le sue viuzze. Ultima tappa Matelica, che associa il suo nome a una delle due tipologie di Verdicchio, quello appunto di Matelica. Matelica non è solo la città del vino, è anche nota come la città del miele. Aspetti culturali e storici caratterizzano questa cittadina tutta da scoprire dalla piazza Enrico Fermi, ai palazzi storici come quello degli Ottoni al museo civico archeologico con il suo globo di marmo tutto da scoprire.

 

 

Il Maestro

Sulle orme di Lorenzo Lotto

Uno degli artisti italiani più affezionati alle Marche è stato sicuramente Lorenzo Lotto, celebre pittore veneziano del Rinascimento (Venezia, 1480 – Loreto, 1556/1557) che qui ha soggiornato e lavorato a lungo, lasciando sul territorio tanti suoi capolavori. E proprio seguendo le sue orme è possibile costruire un itinerario artistico che attraversa città e borghi marchigiani. Si può partire da Ancona con le opere della Pinacoteca Civica e della chiesa di San Francesco alle Scale e proseguire verso Jesi, dove Palazzo Pianetti conserva cinque dipinti dell’artista. Nel borgo collinare di Cingoli (Mc) invece, il Palazzo Comunale ospita la ‘Madonna del Rosario’, originariamente destinata all’altare maggiore della Chiesa di San Domenico e poi spostata in seguito al sisma del 2016. Verso la costa è consigliata una sosta al Museo Pontificio Santa Casa di Loreto che custodisce sette tele del Lotto e, sempre in zona, alla basilica della Santa Casa per ammirare la tavola ‘San Cristoforo con Bambino tra i santi Rocco e Sebastiano’.

 

 

Il Progetto

La sfida più bio d’Europa: obiettivo qualità sostenibile

Tra le regioni più bio in Europa in rapporto alla superficie vitata, le Marche hanno da poco siglato il Patto per il distretto biologico unico che, grazie alla partecipazione della Regione e di tutte le sigle del comparto, diventerà la più grande area europea attenta allo sviluppo di una pratica sostenibile e alla salute dei consumatori. “Siamo appena intervenuti sul disciplinare del Verdicchio dei Castelli di Jesi – dice Alberto Mazzanti, direttore dell’Istituto marchigiano di tutela vini IMT, che rappresenta l’89% dell’imbottigliato e il 45% della superficie vitata regionale – per liberalizzare il Bag-in-Box per il Verdicchio base e per far passare il Verdicchio dei Castelli di Jesi Superiore da Doc a Docg e per circoscrivere l’imbottigliamento in zona”. L’altro consorzio marchigiano, quello dei Vini Piceni, che raggruppa 54 soci su 1.500 ettari e 6 milioni di bottiglie, come conferma il direttore Armando Falcioni, lavora sinergicamente con l’IMT per la promozione dei vini marchigiani.