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Guida Michelin 2024, il toto-stelle: ecco i nomi più accreditati a entrare nel gotha della ristorazione

A una settimana dalla presentazione, in programma martedì 14 novembre, fervono indiscrezioni e attesa per la nuova guide rouge

Sempre rischioso scommettere sulle Michelin. E non c’è nulla di più azzardato del ‘toto-stelle‘, perché i pronostici sono filtrati da esperienze personali e soggettive, quindi sindacabili. Ma l’attesa per la guide rouge che martedì 14 novembre svelerà il nuovo gotha della ristorazione italiana è indubbiamente fortissima, non meno dello scorso anno, quando la Rossa aveva portato in trionfo Antonino Cannavacciuolo, capace di entrare nella ristrettissima schiera (11 nel 2022) dei tristellati.

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Remo e Mario Capitaneo del ristorante Verso

E allora via con le ipotesi più accreditate, pur accettando di abbondare nell’utilizzo dei condizionali e delle ipotetiche. Con un’attenzione particolare alla Lombardia, regione che tradizionalmente intercetta una buona fetta del pubblico dei gourmet. A cominciare da Milano dove è insistente e diffusa la convinzione sull’arrivo “quasi certo” della stella al ristorante Verso di piazza Duomo guidato dal duo Remo e Mario Capitaneo, fratelli foggiani cresciuti per anni alla scuola di Enrico Bartolini al Mudec e autori di una cucina impeccabile e sorprendente. Sempre a Milano c’è chi punta sull’étoile a Luca Natalini e al suo Autem di via Montenero; ma anche al Borgia di Giacomo Lovato in via Washington, su Eugenio Boer con il suo Bu:r di via Mercalli e su Daniel Canzian in via Castelfidardo, con la sua cucina d’ispirazione eletta ad arte. L’outsider? Potrebbe essere il Sine di viale Umbria dove Roberto Di Pinto realizza flirt strepitosi tra la sapienza gastronomica del Sud e quella del Nord.

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Anche se – va detto – l’interesse maggiore è per Carlo Cracco, capace di aggirare l’immensa popolarità mediatica che lo accompagna da anni con la capacità di essere originale e contro ogni moda. Pochi anni fa la Michelin lo aveva punito proprio in contemporanea con il suo passaggio in Galleria Vittorio Emanuele togliendogli la seconda stella: beh, potrebbe essere la volta buona per un riscatto francamente strameritato e doveroso. Seconda stella che non ci stupirebbe vedere assegnata al ristorante accasato presso la Fondazione Rovati in corso Venezia e al suo alfiere Andrea Aprea, che del resto per anni era stato bistellato al Park Hyatt. E sembra naturale che la stella venga riassegnata anche al bravissimo Tommaso Arrigoni che l’ha avuta per anni in zona Certosa e che adesso si è rimesso in gioco in una deliziosa location alla Bovisa. Con una piccola aggiunta per la vicina Cornaredo che potrà sembrare un azzardo ma che in fondo è tra le cose possibili: l’assegnazione della terza stella al D’O, ovvero a Davide Oldani a cui francamente non manca nulla per accomodarsi nell’Olimpo. Fin qui Milano.

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Riccardo Camanini del Lido 84

E non sono meno interessanti le previsioni per il resto della Lombardia. Una su tutte, accompagnata dalla sensazione che da parte della Michelin sia un atto dovuto: l’assegnazione – finalmente – della seconda stella a Riccardo Camanini del Lido 84 di Gardone Riviera (Bs) , uno degli chef più ispirati d’Italia, recentemente finito nel best of anche a livello mondiale. E se muoversi tra i pronostici significa giocare pericolosamente tra le probabilità, ecco altre candidature accreditate nel mondo dell’alta ristorazione.

Arianna Gatti, chef del ristorante Forme

C’è molto interesse anche per la chef Arianna Gatti del ristorante Forme di Brescia, talento puro cresciuto alla scuola di Philippe Leveillè del Miramonti l’Altro a Concesio e considerata tra le donne più promettenti della cucina contemporanea in Italia. L’eventuale assegnazione della stella per il locale di via Codignole sarebbe una super-notizia per la Leonessa d’Italia che da anni cerca vanamente di ospitare entro i propri confini uno chef stellato. Altra zona, altri riflettori. Potrebbero ricevere la stella i fratelli Matteo e Riccardo Vergine con il loro Grow di Albiate e se arrivasse sarebbe un colpaccio per la Brianza Monzese che attualmente non detiene étoiles. Potrebbero ricevere la stella i fratelli Matteo e Riccardo Vergine con il loro Grow di Albiate e se arrivasse sarebbe un colpaccio per la Brianza Monzese che attualmente non detiene étoiles. Anche se per la verità, qualcuno fa anche il nome del Circolino di Claudio Sadler e del giovane Lorenzo Sacchi, ristorante di livello aperto in tempi recenti in una piazza decisamente difficile come Monza.

Poco lontano da Milano, esattamente a Legnano, brilla il Koiné di Alberto Buratti e chissà che la Rossa decida di assegnargli il riconoscimento più ambito. E lo stesso discorso potrebbe valere per il ristorante H2O dello chef e patron Saulo Della Valle a Moniga del Garda. Stella che sarebbe strameritata per la Contrada Bricconi e per Michele Lazzarini, chef di raro talento e sensibilità che da meno di 2 anni firma una cucina di montagna e green davvero sorprendente ad Oltressenza Alta, Valseriana. Infine, in posizione sempre un po’ sospesa, Alberto Gipponi con il suo Dina a Gussago, ai bordi della Franciacorta, ex chitarrista e sociologo prestato ad una cucina geniale e provocatoria. Forse troppo per la global-francese Michelin. Ma si sa, i tabù sono fatti per essere archiviati.