I 150 anni dell’Impressionismo: dalla Francia all’Italia, le mostre e gli eventi per celebrare l’anniversario

Un ricco calendario di appuntamenti rende omaggio al movimento che ha rivoluzionato la storia dell’arte. Dal Musée d’Orsay a Palazzo Reale, dalla Normandia a Torino: ecco gli highlight da non perdere

di MONICA GUERCI -
18 aprile 2024
Berthe Morisot, La Fable - 1883 (© Christian Baraja)

Berthe Morisot, La Fable - 1883 (© Christian Baraja)

In tutto il mondo si festeggia l’Impressionismo, tra i movimenti artistici d’avanguardia il più amato della storia dell’arte moderna. A 150 anni dalla prima mostra che ne ha sancito la nascita, il 15 aprile 1874 a Parigi, sono molti gli eventi e le esposizioni in programma per celebrare l’anniversario. La rivoluzione partiva nello studio parigino di Felix Nadar quando 30 giovani pittori, dopo essere stati respinti dal Salon ufficiale, in un periodo storico segnato da conflitti e cambiamenti, decisero di esporre 63 opere nel suo studio fotografico. Tra questi giovani dissidenti figuravano nomi come Edgar Degas, Paul Cézanne, Pierre Auguste Renoir, Camille Pissarro, Alfred Sisley e Claude Monet. E una sola pittrice: Berthe Morisot. Insieme daranno vita al movimento impressionista, termine coniato dal critico francese Louis Leroy, il cui attacco ostile alla prima grande mostra impressionista del 1874 prese spunto dal titolo del dipinto di Claude Monet "Impressione, Levar del sole" del 1873. Leroy giudicò il modo di dipingere degli artisti come incompleto e impreciso, accusando il gruppo di rappresentare solo impressioni. Ecco una guida agli eventi in corso e a quelli futuri che celebrano questo importante anniversario.

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Parigi, Musée d’Orsay (fino al 14 luglio 2024)

Claude Monet (1840-1926) Impression, Soleil Levant, 1872 Paris, Musée Marmottan Monet Don Eugène et Victorine Donop de Monchy (donateurs) © musée Marmottan Monet, Paris / Studio Baraja SLB
Claude Monet (1840-1926) Impression, Soleil Levant, 1872 Paris, Musée Marmottan Monet Don Eugène et Victorine Donop de Monchy (donateurs) © musée Marmottan Monet, Paris / Studio Baraja SLB

Tra gli appuntamenti imperdibili “Parigi 1874. Inventare l’Impressionismo”, la mostra al Musée d’Orsay, nella capitale francese, rappresenta il cuore pulsante delle celebrazioni. Sarà aperta al pubblico fino al 14 luglio poi, dall’8 settembre al 25 gennaio 2025 l’esposizione verrà allestita alla National Gallery of Art di Washington, che ha collaborato con il museo parigino. La mostra esplora il contesto storico e culturale che ha dato vita a questo movimento artistico. "Parigi 1874" confronta le opere impressioniste con quelle del Salon Ufficiale, rivelando il loro impatto e le differenze rivoluzionarie. L’esposizione presenta circa 130 opere, tra cui i lavori emblematici dei primi impressionisti, ma anche dipinti e sculture. L’allestimento, a cura di Sylvie Patry e Anne Robbins, mira a “restituire lo choc visivo provocato all’epoca dalle nuove opere”, come sostengono le curatrici, include diversi prestiti provenienti da altre istituzioni, come “Impression, soleil levant”, opera fondativa del movimento e di proprietà del Musée Marmottan Monet di Parigi. Alcuni lavori provengono invece dai musei statunitensi, come La lecture di Morisot o Classe de danse di Degas. Accanto alla mostra, il Musée d’Orsay propone anche un’esperienza immersiva in 3D di 45 minuti, dal titolo Una sera con gli impressionisti. Parigi 1874, prodotta da Excurio e Gedeon. Con lo scopo di far rivivere al pubblico l’evento del 15 aprile 1874, l’esposizione virtuale “permette di comprendere meglio l’atmosfera di una mostra agli antipodi della white box – spiegano le curatrici -, associata oggi all’arte moderna e contemporanea e che prendeva in prestito l’estetica degli atelier e dei nuovi luoghi di commercio del ’900, segnando a suo modo una rivoluzione”.

Anche in Normandia si festeggia 

Chi ha in programma di visitare nei prossimi mesi la Normandia, considerata la culla dell’Impressionismo, può fare diverse tappe da Giverny a Rouen, da Honfleur a Caen dove è in corso fino al 22 settembre 2024 la V edizione del Festival Normandie Impressionniste. Il festival "intende superare tutti i cliché sul movimento e dimostrare che esso sprigiona ancora una grande energia”, spiega il suo curatore Philippe Piguet. Tra gli appuntamenti, le mostre di David Hockney e di James Abbott McNeill Whistler (dal 24 maggio) al Musée des Beaux-Arts di Rouen; la monografica di Zao Wou-Ki a Les Franciscaines di Deauville (fino al 26 maggio); l’installazione di Sean Scully nella chiesa romanica di Saint-Nicolas a Caen (dal 21 giugno al 29 settembre). Mentre il museo di Giverny ospita una mostra sull’Impressionismo e il mare, con prestiti dal Musée d’Orsay (fino al 30 giugno). Il regista statunitense Bob Wilson proporrà uno spettacolo di luci proiettato sulla cattedrale di Notre-Dame de Rouen, con musiche di Philip Glass.

Da Roma a Padova le mostre in corso

E quello di Parigi, anche se il più grande, non sarà l'unico appuntamento per celebrare l'Impressionismo. Anche in Italia non mancano gli eventi, ecco le mostre in corso e quelle che arriveranno.

Milano, Palazzo Reale (fino al 30 giugno 2024)

Il capoluogo lombardo festeggia i 150 anni del movimento artistico a Palazzo Reale (Milano) dove, fino al 30 giugno si potrà visitare la grande mostra che mette a confronto le personalità e le opere di due grandi maestri: Paul Cezanne e Pierre-Auguste Renoir. Cinquantadue capolavori, dalle prime tele degli anni '70 dell'Ottocento ai primi del Novecento, raccolte dal mercante d'arte Paul Guillaume (1891-1934), e poi confluite nelle collezioni del Musée d'Orsay e del Musée de l'Orangerie di Parigi. E' curata da Cecile Girardeau, conservatrice al Musee de l'Orangerie di Parigi, e Stefano Zuffi, storico dell'arte, con la collaborazione di Alice Marsal, responsabile degli archivi e della documentazione de l'Orangerie. 

Padova, Centro Altinate San Gaetano (fino al 14 luglio 2024)

Claude Monet (1840-1926), Ninfee, 1916-1919 circa. Olio su tela, 130×152 cm. - Parigi, Musée Marmottan Monet, lascito Michel Monet, 1966. Inv. 5098 - © Musée Marmottan Monet, Paris
Claude Monet (1840-1926), Ninfee, 1916-1919 circa. Olio su tela, 130×152 cm. - Parigi, Musée Marmottan Monet, lascito Michel Monet, 1966. Inv. 5098 - © Musée Marmottan Monet, Paris

Al lungo viaggio nella pittura e nella natura compiuto dal padre dell'Impressionismo, attraverso una sessantina di opere, è dedicata la mostra Monet. Capolavori dal Musee Marmottan Monet di Parigi, allestita al Centro Culturale Altinate-San Gaetano, a Padova, fino al 14 luglio, promossa dal Comune di Padova in collaborazione con il museo e prodotta da Arthemisia. L'esposizione prende avvio da una dimensione intima dell'artista legata alle opere di famiglia, come il bellissimo ritratto del figlio Michel, di appena due anni, realizzato nel 1880, lo stesso che nel 1966 donerà al museo parigino le tele presenti nell'atelier e la raccolta personale del padre o ai lavori di altri artisti (Rodin, Renoir, de Severac, Durand, Paulin) raccolti nel tempo e che Monet custodiva nella sua casa a Giverny. 

Roma ''Impressionisti. L'alba della modernità'' (fino al 28 luglio 2024)

''Impressionisti - L'alba della modernità'' è l'antologica in corso al Museo storico della Fanteria, con oltre 160 opere di 66 artisti, tra i quali spiccano Degas, Manet, Renoir e l'italiano De Nittis. Tre le sezioni (Da Ingres a L'Ecole de Barbizon, i fermenti dell'Impressionismo; L'Impressionismo; e L'eredità dell'Impressionismo), la mostra, prodotta da Navigare srl, abbraccia un arco temporale che va dall'inizio dell'Ottocento, con opere di Ingres, Corot, Delcroix e Dorè , tutte provenienti da collezioni private italiane e francesi, arrivando agli eredi Toulouse-Lautrec, Permeke, Derain, Dufy e Vlamininck, per concludersi al 1968 con un'acquaforte di Pablo Picasso. La mostra, aperta fino al prossimo 28 luglio, punta anche su aspetti meno conosciuti della ricerca impressionista: il disegno, l’incisione, le tecniche di stampa.

Il doppio omaggio a Berthe Morisot

Claude Monet (1840-1926), Ninfee, 1916-1919 circa. Olio su tela, 130×152 cm. - Parigi, Musée Marmottan Monet, lascito Michel Monet, 1966. Inv. 5098 - © Musée Marmottan Monet, Paris
Claude Monet (1840-1926), Ninfee, 1916-1919 circa. Olio su tela, 130×152 cm. - Parigi, Musée Marmottan Monet, lascito Michel Monet, 1966. Inv. 5098 - © Musée Marmottan Monet, Paris

In arrivo a Genova "Impression, Morisot" la prima grande mostra in Italia sulla figura di Berthe Morisot, l’unica donna impressionista nel gruppo dei noti artisti, che contribuì in modo importante a scriverne la storia partecipando a sette delle otto mostre tenute dai maestri della luce tra il 1874 e il 1886. Una pittrice della luce, a cui Palazzo Ducale dedica l’esposizione dall'11 ottobre 2024 al 23 febbraio 2025 negli spazi storici e sontuosi dell'Appartamento del Doge, organizzata in collaborazione con il Museo di Belle Arti di Nizza rappresenta un vero e proprio evento, che riserva alcune novità scientifiche correlate ai soggiorni dell’artista sulla Riviera e all'influenza sulla sua opera. Attraverso più di 80 opere, documenti fotografici e d'archivio l'esposizione ripercorrerà, toccando aspetti inediti, l'intera carriera e vita privata dell'artista, che ha condiviso il suo percorso intimo, familiare e professionale non solo con i più grandi artisti dell'epoca, ma anche con figure di intellettuali quali Stéphane Mallarmé ed Emile Zola. 

Un’altra occasione per ammirare le opere di Berthe Morisot si offrirà, sempre in autunno alla Gam di Torino, dove il 16 ottobre (fino al 9 marzo 2025) si inaugura “Berthe Morisot, pittrice impressionista”, un progetto realizzato in collaborazione con il Musée Marmottan Monet. In mostra i capolavori provenienti, da diversi musei internazionali. In arrivo celebri dipinti e incisioni, tra cui l’iconica Donna con ventaglio del Marmottan, scelti per ripercorrere l’intera carriera della pittrice dagli esordi, connessi al sodalizio con il cognato Édouard Manet, al pieno sviluppo artistico. Articolato per temi che rispecchiano i soggetti favoriti da Morisot, il percorso della mostra presenterà paesaggi, figure ritratte nell’intimità domestica, scene di vita mondana, marine, giardini. Un display site specific ideato dall’artista contemporaneo Stefano Arienti con la curatela di Chiara Bertola, direttrice della GAM, impreziosirà l’allestimento, evidenziando come i linguaggi del presente possano dialogare con i valori del movimento impressionista.