In Val Vigezzo la chiamano “runditt”, in Valsesia e Biellese “miacce”, in Alta Val Susa e Val Chisone, “gofri”. Si tratta di una sorta di pane fatto con pastella cotta su piastre o ferri roventi che si accompagna benissimo a formaggi, salumi e marmellate locali. 
C’è anche una versione dolce – quella dei “canestrelli” - popolare nel Canavese, a Biella e in bassa Val Susa. E se la cucina di montagna è per definizione “povera”, non è certo nell’accezione riduttiva, almeno nel gusto. I formaggi si prendono la vetrina: tra gli altri, DOP Castelmagno, Ossolano, Toma, Cevrìn di Coazze presidio Slowfood, Bettelmatt della Valsesia, caprini, Murianengo, Seirass del fieno, Macagn e Plaisentif della Val Chisone. Ci sono i salumi, anche di capra, come quelli delle Valli Ossolane, di Lanzo e del Cuneese. E ovviamente i vini della cosiddetta “viticoltura eroica” come i DOC Valli Ossolane e Val Susa e Pinerolese. 
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