Domenica 26 Maggio 2024

Virus Marburg, focolaio in Guinea Equatoriale. Nove morti, Oms: riunione d'emergenza

Una provincia è stata messa sotto quarantena. Si tratta di una febbre emorragica mortale simile all'Ebola

Operatori sanitari in Uganda durante l'epidemia di Ebola (Ansa)

Operatori sanitari in Uganda durante l'epidemia di Ebola (Ansa)

Roma, 15 febbraio 2023 - Si è registrato il primo focolaio di virus di Marburg nella Guinea Equatoriale. Si tratta di una febbre emorragica mortale molto simile all'Ebola. È stata messa in quarantena un'intera provincia del piccolo paese dell'Africa centrale per contenere 'l'epidemia'. Dopo che il virus ha causato almeno nove morti accertate, l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha convocato una riunione d'emergenza del Consorzio per il vaccino contro il virus di Marburg (Marvac) per discutere della situazione e dei prossimi passi da fare per contenere la diffusione della malattia. 

Il focolaio

Nella Guinea Equatoriale si è alzato il livello d'allerta quando all'inizio di febbraio circa 20 persone sono morte in una malattia misteriosa nella provincia di Kié-Ntem, al confine con il Camerun. Le autorità hanno subito disposto un coprifuoco di due giorni, poi ha messo la provincia sotto quarantena. Le analisi condotte di seguito hanno rilevato che la malattia era causata, appunto, dal virus di Marburg, un 'cugino' del virus Ebola. L'Oms ha prontamente inviato squadre di esperti per aiutare le autorità sanitarie locali. 

I sintomi

Il virus di Marburg fu descritto per la prima volta nel 1967 a seguito di due epidemie di febbre emorragica avvenute contemporaneamente in alcuni laboratori a Francoforte e a Belgrado, spiega l'Istituto superiore di sanità (Iss). Il serbatoio del virus è il pipistrello della frutta africano, poi dopo lo spillover la trasmissione interumana avviene tramite contatto con il sangue o fluidi corporei. Nel corso degli anni si sono registrati sporadici focolai locali, prevalentemente nell'Africa subsahariana o in viaggiatori al rientro da questi paesi. Il periodo di incubazione del virus generalmente va da 5 a 10 giorni, ma sono stati osservati anche periodi dai 2 ai 21 giorni. All'inizio la malattia si manifesta con sintomi e segni non specifici come la febbre alta, grave cefalea, brividi, dolori muscolari e malessere generale. Dopo un paio di giorni possono comparire nausea, vomito e diarrea. Poi dal quinto al settimo giorno, sottolinea l'Iss, il quadro clinico potrebbe aggravarsi con un rash maculopapulare o con la comparsa di manifestazioni della febbre emorragica come petecchie, emorragie mucosali e gastrointestinali, e sanguinamento dai siti di prelievo venoso. A questo punto possono manifestarsi anche sintomi neurologici come disorientamento, agitazione, convulsioni e stato comatoso. Il tasso di letalità è intorno al 50%, ma può variare dato che ha un range abbastanza vasto di 24-88%. 

Vaccini e terapie

Non sono disponibili vaccini approvati o terapie specifiche per la malattia da Marv, a parte le cure di supporto. Tuttavia, di recente è stato pubblicato un articolo su The Lancet, presitigiosa rivista scientifica, che riporta risultati promettenti di un vaccino sperimentale. Il siero, sviluppato dai ricercatori del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID), appartenente al Sistema Sanitario statunitense, potrebbe un giorno essere uno strumento importante per rispondere alle epidemie.