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12 feb 2022

Ucraina-Russia, venti di guerra. Biden a Putin: "Se invadete la pagherete cara"

Lavrov a Blinken: "Nessuna invasione". Ma gli 007 Usa: "Attacco il 16 febbraio". Putin sente anche Macron. Via i diplomatici di Mosca dal Paese. Italia e altri Stati richiamano il personale. Kiev invita i cittadini alla calma

12 feb 2022

Kiev, 12 febbraio 2022 - Venti di guerra sull'Ucraina. "Se invadete la pagherete cara". Come riferisce la Casa Bianca, il presidente americano Joe Biden nel colloquio telefonico di 62 minuti con Vladimir Putin è stato chiaro: "Se la Russia intraprenderà un'ulteriore invasione dell' Ucraina, gli Stati Uniti, insieme agli alleati e partner, risponderanno in modo deciso e imporranno rapidamente gravi costi alla Russia". Pochi minuti prima il ministro degli Esteri russo, Sergy Lavrov, ribadiva al segretario di Stato Usa, Anthony Blinken, che non ci sarà l'annunciata (dagli americani) invasione. Dunque, la crisi resta aperta e potrebbe precipitare da un momento all'altro. Dopo Stati Uniti e Gran Bretagna, anche Australia, Nuova Zelanda, Belgio e Germania hanno invitato oggi i propri cittadini a lasciare il Paese affacciato sul Mar Nero e ne sconsigliano i viaggi. La paura di un possibile attacco da parte della Russia allarma le potenze occidentali e via via l'elenco dei Paesi si allunga, fino ad arrivare a comprendere l'Italia e tutti gli Stati membri dell'Unione Europea. 

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Forze messe in campo

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D'altronde, secondo la Cia, l'azione da parte degli oltre 100mila soldati russi assiepati al confine potrebbe scattare il 16 febbraio, cioè mercoledì prossimo. Washington ha già ordinato la partenza della maggior parte dei dipendenti americani "non di emergenza" dell'ambasciata a Kiev. Così, da domani, i servizi consolari alla rappresentanza diplomatica saranno sospesi e sarà mantenuta una piccola presenza consolare a Leopoli. Ma non solo, perché il Pentagono ha ritirato la quasi totalià dei soldati americani dall'Ucraina. In una situazione così esplosiva, la Tass riferisce che un sottomarino Usa è stato intercettato oggi in acque russe ed è stato allontanato. Il ministero ha convocato l'addetto militare presso l'ambasciata degli Stati Uniti a Mosca.

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Sommario

Fittissima, nel mentre, la rete diplomatica. Terminato intorno alle 18 un confronto telefonico su iniziativa degli Stati Uniti tra i presidenti Joe Biden e Vladimir Putin. Nel pomeriggio il presidente russo ha avuto un lungo colloquio telefonico anche con Emmanuel Macron. Le accuse che Mosca intende attaccare l'Ucraina sono "speculazioni provocatorie" e potrebbero portare a un conflitto nel Paese, avrebbe detto il leader del Cremlino al capo dell'Eliseo, secondo quanto riferito dal Cremlino. Putin e Macron hanno discusso di quelle che Mosca ha definito "speculazioni provocatorie relative ad una presunta 'invasione' russa dell'Ucraina", ha commentato il Cremlino, aggiungendo che "si stanno creando le condizioni per possibili azioni aggressive delle forze di sicurezza ucraine nel Donbass".

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Rush della diplomazia Usa

"La persistente minaccia di un'azione militare" preoccupa anche gli Stati Uniti, che provano a spingere per una risoluzione diplomatica della crisi. Oggi il segretario di Stato americano Antony Blinken ha parlato telefonicamente con il suo omologo russo Sergey Lavrov. Secondo quanto riferito da Mosca, il ministro russo ha evidenziato come Stati Uniti e Ue hanno "ignorato" le richieste di Mosca sulla sicurezza, sostenendo che le affermazioni di Washington su una possibile invasione sono "provocazioni" e un modo di fare "propaganda" anti-russa. Una linea, quella di negare una possibile invasione, ribadita anche nel pomeriggio. Il segretario di Stato Usa dal canto suo ha sottolineato come la "strada diplomatica" resti aperta, ma serve una "de-escalation".  Per quanto riguarda la chiamata Biden-Putin, si sa solo che è durata 62 minuti e che non avrebbe cambiato lo scenario. Il colloquio è stato "professionale e sostanziale" ma non ha prodotto "alcun cambiamento fondamentale", ha riferito ai giornalisti un alto funzionario degli Stati Uniti. 

Le nuove mosse della Russia

Nel tardo pomeriggio italiano arriva la dichiarazione ufficiale di Lavrov che sembra sancire una 'tregua', per lo meno emotiva. La Russia non invaderà l'Ucraina, ribadisce il ministro degli Esteri russo nel colloquio telefonico di 35 minuti con il suo omologo statunitense, Antony Blinken. Il capo della diplomazia di Mosca, riporta l'agenzia Reuters citando un funzionario del Dipartimento di Stato americano, aggiunge che il suo Paese sta finalizzando la risposta a Washington sulle cosiddette "garanzie di sicurezza". Una conversazione "diretta", quella tra i due, riferiscono fonti diplomatiche. Da parte sua, Blinken ha sottolineato che la via della diplomazia rimane aperta.

I toni si abbassano dopo una giornata drammatica. Di ;"isteria della Casa Bianca" aveva parlato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, secondo cui "gli anglo-americani vogliono una guerra". Ma le azioni che hanno seguito quelle parole non sono state per nulla rassicuranti. La stessa Zakharova ha fatto sapere che il personale di ambasciata e consolati russi in Ucraina sarà ridotto. La portavoce ha parlato di "ottimizzazione" spiegando che Mosca teme "possibili provocazioni da parte del regime di Kiev o di Paesi terzi". Il ministero della Difesa, invece, ha annunciato che stamattina la marina russa ha avviato esercitazioni su larga scala nel Mar Nero muovendo 30 navi da Sebastopoli e Novorossijsk. Lo scopo "è difendere la costa della penisola di Crimea, le basi del Mar Nero e il settore economico del Paese da possibili minacce militari".

Kiev invita la polpolazione alla calma

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Sempre nella giornata, le autorità ucraine hanno lanciato un appello alla calma ai propri cittadini chiedendo di non entrare nel panico davanti alle crescenti preoccupazioni per una possibile, imminente invasione russa. "Al momento è estremamente importante rimanere calmi, rimanere uniti e consoldarsi all'interno del Paese, evitare azioni destabilizzanti e quelle che seminano il panico", ha affermato in una nota il ministero degli Esteri. Secondo Kiev l'attacco non sarebbe comunque imminente. "Se qualcuno ha informazioni aggiuntive su un'invasione il 16 febbraio è pregato di informare il governo ucraino", dice il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. "Il migliore amico dei nemici è il panico", aggiunge. 

L'Italia

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Anche la Farnesina ha invitato gli italiani a lasciare l'Ucraina. E nel corso della riunione di coordinamento sulla crisi presieduta dal Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Luigi Di Maio, è stato deciso - d'intesa con le Ambasciate dell'Unione Europea presenti nel Paese - di far rientrare il personale non essenziale della nostra sede diplomatica a Kiev, che resterà in ogni caso pienamente operativa

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