Gli uccelli del miele africani dialogano con i cacciatori e li portano agli alveari. L’incredibile coevoluzione culturale tra uomo e animale

Lo studio degli scienziati dell'Università di Cambridge, di Cape Town e Max Planck Institute è stato pubblicato su Science

Un cacciatore del miele con un uccello del miele Indicator indicator
Un cacciatore del miele con un uccello del miele Indicator indicator

Roma, 7 dicembre 2023 - Un dialogo tra uccelli e uomini è quanto rivela uno studio pubblicato su Science riguardo i volatili del miele africani, che sono in grado di comprendere e rispondere a segnali distinti emessi dagli uomini, in particolare dai cacciatori del miele umani, anche di diverse culture. Si parla in questo caso di un raro caso di coevoluzione culturale tra le specie.

La scoperta di questa rara forma di mutualismo interspecifico, in cui gli esseri umani collaborano con successo con gli animali selvatici, è stata fatta dai ricercatori dell'Università di Cambridge, di Cape Town e Max Planck Institute.

Lo studio si concentra sull'Indicator indicator, il maggior uccello del miele, un piccolo volatile africano che riesce a guidare gli umani verso i nidi di api selvatiche, ottenendone un vantaggio: i cacciatori aprono i nidi per raccogliere il miele, mentre gli uccelli del miele ne approfittano per nutrirsi con la cera d'api rimasta esposta.

E questo succede ai cacciatori del miele umani in diverse parti dell'Africa, anche se utilizzano richiami diversi tra loro per chiedere aiuto all’uccello del miele, e dare vita alla cooperazione uomo-animale. I cacciatori del miele del gruppo culturale Yao nel nord del Mozambico utilizzano una trillata forte seguita da un grugnito. Mentre i cacciatori del miele del gruppo culturale Hadza del nord della Tanzania utilizzano un fischio melodico.

Il richiamo, sempre lo stesso per tribù, si tramanda di generazione in generazione, e gli uccelli del miele si sono mostrati più ricettivi ai versi dei cacciatori della propria zona, abituati a quel tipo di segnale. Sul campo gli esperimenti di Claire Spottiswoode e Brian Wood hanno mostrato proprio questa corrispondenza tra gli uccelli in questione con la cultura umana locale, rispetto a quelli di un'altra cultura.

Ad esempio gli uccelli del miele nell'area Yao erano di tre volte più propensi a dare una risposta guida al richiamo dei Yao rispetto al fischio degli Hadza. E al contrario gli uccelli del miele nell'area degli Hadza erano più propensi a rispondere al fischio degli Hadza rispetto al grugnito dei Yao.

Gli autori hanno quindi concluso che la variazione geografica e la coordinazione tra segnale e risposta osservate suggeriscono una coevoluzione culturale tra gli uccelli del miele e gli umani.