Martedì 23 Aprile 2024

Tensioni nel Mar Rosso. Nave italiana abbatte un drone degli Houthi. Israele, spiragli di tregua

Il ministro Crosetto: "I miliziani stanno violando il diritto internazionale". Tel Aviv pronta ad accettare una proposta di cessate il fuoco per sei settimane.

Tensioni nel Mar Rosso. Nave italiana abbatte un drone degli Houthi. Israele, spiragli di tregua

Tensioni nel Mar Rosso. Nave italiana abbatte un drone degli Houthi. Israele, spiragli di tregua

Ci hanno attaccato, sono stati abbattuti. La guerra nel Mar Rosso coinvolge anche una unità italiana, il cacciatorpediniere Caio Duilio che si dimostra più che in grado di rispondere agli attacchi Houthi. "Nel pomeriggio di oggi, in attuazione del principio di auto difesa – ha informato una nota di Palazzo Baracchini –, Nave Duilio, che ha avvicendato nave Martinengo nell’attività nazionale avviata a fine dicembre in seguito agli attacchi da parte dei miliziani Houthi, ha abbattuto un drone nel Mar Rosso. Il drone, dalle caratteristiche analoghe a quelli già usati in precedenti attentati, si trovava a circa 6 chilometri dalla nave italiana, in volo verso di essa".

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Il Caio Duilio è un caccia lanciamissili e può contare su un radar di scoperta che può tenere sotto controllo fino a 1000 tracce entro le 200 miglia nautiche e ha un secondo radar attivo entro le 50 miglia che controlla fino a 300 tracce e consente di guidare fino a 12 missili contemporaneamente. La Difesa non ha comunicato con cosa è stato abbattuto il drone, ma secondo fonti militari ad abbattere il velivolo senza pilota non sarebbe stato uno dei missili Aster in dotazione (il Duilio ha sei lanciatori) ma uno dei tre micidiali cannoni 76/82 Oto Melara che hanno una cadenza di tiro di oltre 120 colpi/min e una gittata utile fino a 9.000 metri. E stavolta il drone sarebbe senza dubbio yemenita, a differenza di quanto successo nei giorni scorsi con la fregata tedesca Hessen, anche essa parte dell’operazione europea Aspides, che aveva detto di aver fatto fuoco, senza abbatterli, verso due droni yemeniti ma poi si è scoperto che aveva sparato, senza fortunatamente colpirlo, contro un drone MQ-9 statunitense.

Soddisfatto il governo. "Gli attacchi terroristici degli Houthi – ha commentato il ministro della Difesa Guido Crosetto – sono una grave violazione del diritto internazionale e un attentato alla sicurezza dei traffici marittimi da cui dipende la nostra economia. sono parte di una guerra ibrida, che usa ogni possibilità, non solo militare, per danneggiare alcuni Paesi e agevolarne altri". Un plauso è venuto dalla premier Giorgia Meloni e dal ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Gli Houthi peraltro sono intenzionati a continuare il loro tiro a segno contro le navi che transitano dallo stretto di Bab el Mandeb– ieri è affondato il Rubymar, cargo battente bandiera del Belize che era stato colpito con due missili lo scorso 19 febbraio – nonostante i ripetuti strike angloamericani, l’ultimo dei quali, venerdì notte, ha distrutto un drone e sei missili da crociera antinave che erano in rampa di lancio. Gli Houthi non si fermeranno fino a che non finirà la guerra a Gaza, hanno sempre ripetuto. E le prospettive di una tregua potrebbero in questo senso essere incoraggianti.

Nuovi negoziati sulla tregua a Gaza e la liberazione degli ostaggi sono previsti oggi al Cairo. Israele, ha detto ai giornalisti un alto funzionario dell’amministrazione Biden, ha in linea di massima dato disco verde a una proposta di tregua di sei settimane a Gaza: c’è "una cornice di accordo che Israele ha più o meno accettato". La palla è nel campo di Hamas". Ma il diavolo come sempre è nei dettagli e non vi è accordo sui prigionieri palestinesi che Israele dovrebbe rilasciare. Nel frattempo la guerra continua e prosegue e i si sono paracadutati altri aiuti per via aerea. Sono 38mila i pasti che il Comando centrale Usa ha fatto arrivare ieri alla popolazione di Gaza con i C-130, in collaborazione con l’aviazione giordana. Di fronte a oltre 2 milioni di sfollati, una goccia nel mare.

Alessandro Farruggia