Spagna, torna l’incubo terrorismo. Agguato in strada al fondatore di Vox

Vidal-Quadras ferito al volto nel giorno dell’accordo che spiana la strada al nuovo governo Sanchez

Spagna, torna l’incubo terrorismo. Agguato in strada al fondatore di Vox
Spagna, torna l’incubo terrorismo. Agguato in strada al fondatore di Vox

Stava tornando a casa a piedi dalla messa verso le 13:30, quando un passante che indossava un casco nero e jeans sdruciti gli si è avvicinato. Il motociclista, nel cuore di uno dei più bei quartieri di Madrid, ha estratto una pistola, una calibro nove, e ha mirato al volto di Alejo Vidal-Quadras. Il proiettile in una frazione di secondo ha attraversato il viso, vicino alla mandibola, del 78enne ex leader del Partito popolare in Catalogna e co-fondatore di Vox, formazione di estrema destra vicina alle posizioni di Fratelli d’Italia. L’uomo, dopo aver sparato, è stato recuperato da un complice e i due sono fuggiti a bordo di una motocicletta. E così l’incubo del terrorismo di matrice politica torna a materializzarsi in Spagna.

Vidal-Quadras, fortunatamente, non ha mai perso conoscenza ed è stato trasportato d’urgenza all’ospedale più vicino. Il politico, una figura ormai di terzo piano dello scacchiere iberico, è in condizioni stabili ed è fuori pericolo. La polizia sta investigando e sta dando la caccia ai due motociclisti, ma al momento il movente non è stato ancora definito con chiarezza, tanto che non è l’antiterrorismo a gestire le indagini. "Il metodo utilizzato – hanno spiegato alcune fonti della polizia a El Pais – è tipico dei sicari. Gli inquirenti, per questo motivo, stanno passando al setaccio la vita e le relazioni del politico rimasto ferito". Secondo l’agenzia di stampa spagnola Efe, l’azione dei sicari sarebbe stata pianificata" nei minimi dettagli.

Vidal-Quadras è stato presidente del Pp in Catalogna dal 1991 al 1996. Dal 1999 al 2014 è stato europarlamentare, ed è arrivato a essere vicepresidente. Nel 2014, in seguito ad alcuni screzi con Mariano Rajoy, l’allora leader del Pp, Vidal-Quadras lasciò i popolari per dare vita a Vox, partito di estrema destra di cui è stato il primo presidente e in cui però ha militato per un solo anno. L’ex eurodeputato si definisce un conservatore liberale e lungo tutta la sua carriera politica si è distinto per posizioni fortemente contrarie al diritto all’aborto e ai matrimoni gay. Appena un’ora prima di rimanere ferito, l’ex presidente del Pp in Catalogna aveva twittato contro l’amnistia promessa dal Psoe in cambio di un accordo con gli indipendentisti catalani di Junts per dare vita a un nuovo governo di centrosinistra, guidato dal premier uscente Pedro Sanchez. "È un patto infame, gli spagnoli non lo permetteranno", aveva scritto. Parole simili a quelle pronunciate dal leader di Vox, Santiago Abascal, che ha apertamente parlato di golpe. Sanchez, leader del Psoe (l’equivalente del nostro Pd), per tornare al governo dopo le elezioni dello scorso luglio, oltre all’appoggio del partito di sinistra Sumar, ha bisogno anche del supporto di cinque formazioni regionali secessioniste, tra cui due che nel 2017 sono state tra i maggiori sponsor di un referendum, poi giudicato illegale, per chiedere l’indipdendenza da Madrid. E proprio l’amnistia per quello che è successo sei anni fa sta infiammando da settimane il dibattito politico spagnolo, con l’estrema destra che si oppone ferocemente a questa ipotesi.

Anche ieri notte è salita la tensione. Ci sono stati duri scontri a Madrid tra la polizia e i manifestanti, riuniti per la settima sera consecutiva di fronte alla sede del Psoe. Contro l’amnistia e l’accordo tra Psoe e Junts, però, stavolta si è trattato della più grande protesta mai registrata, con circa 8mila perone, secondo Abc: cariche della polizia sono avvenute per disperdere i ribelli vicino alla sede del Psoe, in Calle Ferraz.

I politici spagnoli hanno manifestato la propria solidarietà nei confronti di Vidal-Quadras. Dall’Italia, dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni in primis, sono arrivati gli auguri di una guarigione per Quadras.