Martedì 23 Aprile 2024

L’odissea della Sagrada Familia: fine lavori nel 2026. Perché ci sono voluti 150 anni per costruirla

Continue ‘sfortune’ hanno rallentato la realizzazione del capolavoro di Gaudì a Barcellona. Una volta ultimata, sarà la chiesa più alta del mondo. Una curiosità: la basilica era abusiva fino a qualche anno fa

La Sagrada Familia (iStock)

La Sagrada Familia (iStock)

Barcellona, 25 marzo 2024 – Finalmente c’è una data: la Sagrada Familia, una delle opere architettoniche più apprezzate del mondo, sarà ultimata nel 2026. Ad annunciarlo è stata l’azienda che gestisce la struttura, nel suo rapporto sui risultati del 2023. Nel 2026 cade anche l centesimo anniversario della morte di Antoni Gaudì, che l’ha progettata. Una notizia non da poco, considerando che la costruzione dell’imponente basilica è cominciata nel 1882. Le porzioni sulle quali si sta ancora lavorando sono la Cappella dell’assunzione e la Torre di Gesù Cristo, che saranno pronte rispettivamente nel 2025 e nel 2026. Proprio quest’ultima struttura renderà la Sagrada Familia la chiesa più alta del mondo, superando il duomo di Ulma, in Germania. Ma perché, per costruirla, sono stati necessari oltre 140 anni?

La complessa struttura

Sebbene molto estesa, la Sagrada Familia non è unica nel suo genere da questo punto di vista. A renderla particolare, però, è la struttura molto complessa: vi sono ben 18 torri affusolate che rappresentano altrettante figure bibliche, corrispondenti ai 12 apostoli, i 4 evangelisti, la Vergine e Gesù. Insomma, un lavoro non semplice da completare. Dopo la morte di Gaudì, vari architetti si sono alternati alla guida del progetto, rendendo necessarie modifiche e rivisitazioni

I fondi spesso mancanti

A rallentare notevolmente la costruzione, anche nei primi anni, è stata la mancanza di finanziamenti certi su cui fare affidamento. Infatti, la Chiesa si basava totalmente su donazioni di privati per la realizzazione della basilica. Un problema che si è ripresentato, seppur in forma diversa, recentemente: la pandemia ha comportato una drastica riduzione dei visitatori, e una conseguente mancanza di entrate da stanziare per i lavori. Mesi sono stati persi anche per la necessità di riorganizzare i lavori secondo le nuove norme sanitarie e di igiene per evitare focolai di Covid-19 tra gli operai. 

La guerra

La guerra civile spagnola, combattuta negli anni Trenta, ha rallentato ulteriormente la costruzione. Nel 1938, gli anarchici anti-clericali diedero alle fiamme la cripta dell’edificio, dove erano ubicati anche i vari studi e botteghe di ingegneri e architetti impegnati nell’opera. Proprio in quegli spazi erano custoditi gli schizzi di Gaudì,morto dodici anni prima. Ciò ha implicato la perdita del progetto originale, recuperato solo in parte grazie alle foto d’epoca della struttura, che hanno permesso di ipotizzare come sarebbero dovute essere le porzioni ancora non completate. 

La costruzione abusiva

Per 137 anni, i lavori sono andati avanti illegalmente, senza alcun permesso del comune di Barcellona. Ciò aveva reso la Sagrada Familia un edificio abusivo. Il cortocircuito era dato dal fatto che, all’epoca dell’apertura del cantiere, la zona faceva parte del comune di Sant Martí Provençals, alle cui autorità venne fatta richiesta del permesso nel 1895. Tuttavia, nel 1897, il borgo è stato assorbito da Barcellona, e la complessità burocratica spagnola ha fatto perdere il punto della situazione. Nel 2019, Janet Sanz, assessora all’urbanistica della capitale catalana, ha finalmente concesso il nulla osta, dopo decenni di contrattazioni tra costruttori e comune. 

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