12 mar 2022

Fucile e lecca lecca: la foto della 'ragazzina con la caramella' simbolo della guerra

Oleksii Kyrychenko ritrae sua figlia, di soli 9 anni, appoggiata sul davanzale di un edificio squassato dal fuoco russo. E l'immagine diventa virale

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La foto postata su Facebook

Roma, 12 marzo 2022 -  Da una parte il fucile, dall'altra un lecca lecca: è una foto simbolo dell'orrore della guerra in Ucraina, quella postata da Oleksii Kyrychenko, sul suo profilo Facebook e subito diventata virale. L'immagine ritrae sua figlia di soli 9 anni, castana, con le treccine avvolte in un nastro giallo e azzurro. Appostata su un davanzale, con nelle mani un fucile a doppia canna, la piccola guarda verso un'orizzonte che nessuno vorrebbe ritrovarsi difronte. Da quel terribile 24 febbraio, quando iniziò l'invasione russa, le vittime continuano a crescere. E sono sopratutto loro, i bambini, a pagarne il prezzo più alto: ad alcuni è stata tolta la vita dai bombardamenti, ad altri il futuro, costretti a scappare oltre le frontiere e a lasciare al di là del confine un papà, un fratello, un amico a combattere.  

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La foto della bambina, ripresa in un edificio squassato dal fuoco russo, è simbolo dell'infanzia negata nel Paese invaso da Mosca, ma con un'espressione di sfida, non di terrore, come a raccontare la fierezza del popolo ucraino anche in così tenera età. Intitolata dal padre la 'Ragazzina con caramella' proprio per "portare l'attenzione del mondo sull'aggressione russa", rimbalza sui social dopo che è stata ripresa da Donald Tusk, ex presidente del Consiglio europeo. "Per favore, non ditele che sanzioni più dure sarebbero troppo costose per l'Europa!" è il messaggio con cui il politico polacco accompagna il suo post, riferimento ai timori di alcuni settori economici per un'escalation di sanzioni.

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I capelli castani intrecciati con un nastro che ha i colori della bandiera ucraina, la gamba destra distesa lungo il davanzale e lo sguardo volto verso l'esterno, come un soldato che sta di guardia, un soldato di soli 9 anni che non pare affatto terrorizzato: per quanto 'costruita', la foto è d'impatto così forte che in poche ore è diventata virale. I retweet del solo post di Tusk sfiorano quota 5.000, su facebook il papà Oleksii supera le 200 condivisioni. E' la foto-icona della tragedia dei bambini, sfollati, privati della scuola, uccisi dai bombardamenti, colpiti persino alla nascita negli ospedali pediatrici come a Mariupol, e di una resistenza che non intende piegarsi.

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