Quotidiano Nazionale logo
quotidiano nazionale
13 mar 2022

Ucraina, la ragazzina col fucile scuote il web. Così Kiev parla alle nostre coscienze

Il parlamento ucraino ha anche postato un video di Parigi sotto le bombe: se cadiamo, cadrete anche voi

13 mar 2022
massimo donelli
Cronaca
Una bimba ucraina di 9 anni. In bocca il lecca-lecca. Tra le braccia il fucile automatico. A destra, due fotogrammi del video di Parigi sotto le bombe
Una bimba ucraina di 9 anni. In bocca il lecca-lecca. Tra le braccia il fucile automatico
Una bimba ucraina di 9 anni. In bocca il lecca-lecca. Tra le braccia il fucile automatico. A destra, due fotogrammi del video di Parigi sotto le bombe
Una bimba ucraina di 9 anni. In bocca il lecca-lecca. Tra le braccia il fucile automatico

Kiev, Ucraina, 12 marzo 2022. Una bimba di 9 anni seduta sul davanzale. In bocca il lecca-lecca. Tra le braccia il fucile automatico, a doppia canna, del padre. Scruta l’orizzonte come una sentinella. Il papà fotografa. Parigi, Francia, 12 marzo 2022. Una ragazza sui trent’anni sorride. Simula di tenere fra i palmi delle mani la Tour Eiffel. Appare felice. Ma solo per due secondi. Perché alle sue spalle scoppia una bomba. La prima di una serie di bombe che cadono sui luoghi simbolo della capitale francese. Sirene. Caccia a bassa quota sulla Senna. Il pianto disperato di una bimba. Le urla della mamma. Parigi come Kiev, 45 secondi di orrore. Tutto vero? Sì. No. Nì.

Approfondisci:

"Farà una strage e prenderà Kiev. Ma Putin non potrà tenere l’Ucraina"

Benvenuti nella guerra più mediatica di sempre, come l’ha definita Slate, quotidiano online statunitense. E, per favore, fate attenzione. Infatti, la foto (pubblicata su Facebook) è stata costruita ad arte e con maestria dal signor Oleksii Kyrychenko, padre della bimba. Invece il video (diffuso via Twitter) è un falso. Un falso terribilmente verosimile, realizzato dall’ufficio comunicazione di Verkhovna Rada, il Parlamento ucraino. Sono due cazzotti. Piazzati sul muso del mondo libero per scuoterne le coscienze. "Giovane ragazza con caramelle", si è limitato a scrivere il papà. "Pensate se questo accadesse in un’altra capitale europea… Combatteremo fino alla fine. Chiudete il cielo sopra l’Ucraina. O dateci i caccia. Se noi cadiamo, cadete anche voi. Presidente Volodymyr Zelensky", è il messaggio in coda al video. Che ieri, assieme alla foto, ha fatto il giro del mondo. Perché ha davvero ragione Slate: mai una guerra è stata così mediatica come quella cominciata nella notte tra il 23 e il 24 febbraio, quando Putin ha dato l’ordine di attaccare.

Approfondisci:

"La guerra pesa più della pandemia. Servono misure come per il Covid"

Al punto che la Cnn, la tv all news americana dove di immagini e conflitti ne sanno più di tutti, ha parlato di "nebbia di guerra" sui social. Dove il racconto dell’invasione avviene in tempo reale. Dove è difficile distinguere il vero dal falso. Siamo… bombardati. Con immagini riprese dai satelliti. Collegamenti live. Riprese di telecamere a circuito chiuso. Tanto che Facebook, Twitter, TikTok, Telegram, Instagram finiscono per essere l’equivalente bellico della trasmissione radiofonica Tutto il calcio minuto per minuto.

E c’è un perché, ovviamente. Nel mondo, 5,9 miliardi di persone hanno uno smartphone. E l’82% del traffico internet che generano è costituito da video. Ogni minuto 695mila video vengono condivisi su Instagram; 500 ore di video vengono caricate su YouTube; 1,4 milioni di persone guardano video su Facebook. Vuoi fare propaganda in tempo di guerra? E quale altra strada è più efficace di un video diffuso, appunto, via social? Gli ucraini lo sanno bene: Zelensky parla continuamente al mondo con videomessaggi. E lo sanno benissimo anche i russi. Tanto è vero che Putin ha oscurato tutti i social perché i suoi connazionali abbiamo una sola verità sulla guerra: quella del Cremlino. La medaglia e il suo rovescio. Che fanno apparire obsoleti i tg con i bagliori di missili nel cielo notturno di Baghdad, uniche immagini della Guerra del Golfo (2 agosto 1990 - 28 febbraio 1991). O rendono addirittura preistorici i formidabili articoli di Oriana Fallaci (1929-2006) sulla Guerra del Vietnam (1 novembre 1955 - 30 aprile 1975). Perché questa, in diretta, è la Prima guerra mondiale digitale. E, comunque finisca, così passerà alla Storia.

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?