Tassista uccide un piccione e viene arrestato a Tokyo. “Eseguita l’autopsia sul volatile”

Il conducente avrebbe investito volontariamente un gruppo di uccelli, colpendone diversi e uccidendone uno. “Violazione della legge sulla fauna selvatica”. Un veterinario ha accertato le cause della morte

Piccioni: il nome scientifico è Columba livia (Archivio Reuters)
Piccioni: il nome scientifico è Columba livia (Archivio Reuters)

Tokyo, 6 dicembre 2023 – Violazione della legge per la protezione della fauna selvatica. Con questa accusa la polizia di Tokyo ha arrestato un tassista, reo di aver ucciso un piccione nel quartiere di Shinjuku, nel centro della capitale. L’atto sarebbe stato deliberato, a quanto risulta dalle immagini delle videocamere di sorveglianza e da quelle della telecamera posta sul cruscotto del taxi, vagliate dalle forze dell’ordine. L’agenzia Kyodo  cita il verbale della polizia: “Le strade sono per gli esseri umani, gli uccelli devono stare lontano”, avrebbe detto infuriato Atsushi Ozawa, 50 anni, spiegando il suo gesto. 

Secondo la ricostruzione degli agenti, il tassista, che al momento dell’incidente era solo in auto, avrebbe volontariamente accelerato per investire un gruppo di piccioni in prossimità di un marciapiede, colpendone diversi e uccidendone uno. In base a quanto riportano i media locali, andava a una velocità di 60 km all’ora. A denunciare Ozawa sarebbe stato un passante

Citando sempre la stampa di Tokyo, Japan Times scrive che sul povero pennuto è stata eseguita un’autopsia. Il veterinario incaricato avrebbe parlato di morte “per choc traumatico”. La polizia ha definito il comportamento del conducente "altamente dannoso" per un autista professionista, prima di decidere di procedere con l'arresto. 

Violazione della legge sulla fauna è anche la motivazione che ha fatto scattare l’arresto, lo scorso luglio, di un uomo di 63 anni, accusato di aver avvelenato 13 corvi con del cibo contenente pesticidi perché "non sopportava il loro gracchiare al mattino nei pressi di un tempio, vicino al luogo in cui viveva”.