Ostaggi, Netanyahu nel mirino

Monta la pressione delle famiglie degli ostaggi sul governo israeliano e soprattutto sul premier Benjamin Netanyahu. A 100 giorni dal...

Ostaggi, Netanyahu nel mirino

Ostaggi, Netanyahu nel mirino

Monta la pressione delle famiglie degli ostaggi sul governo israeliano e soprattutto sul premier Benjamin Netanyahu. A 100 giorni dal rapimento il 7 ottobre scorso da parte di Hamas, dalle migliaia di manifestanti a Tel Aviv del Forum delle famiglie, in piazza per 24 ore, si è alzata con forza la richiesta che occorre fare di più per liberare subito gli oltre 130 prigionieri ancora a Gaza. Una frustrazione che accomuna anche il presidente Usa Joe Biden che, secondo fonti di Axios, "ha perso la pazienza" con Bibi. Sia perché il leader israeliano avrebbe "rigettato gran parte delle richieste dell’amministrazione Usa" sulla guerra a Gaza. Ma soprattutto la sensazione a Washington è che il premier israeliano "stia trascinando la guerra per motivi politici e personali" e il rilascio dei rapiti "non sia la sua priorità". 

In serata arriva la doccia gelata sul dolore e l’attesa dei parenti. Il portavoce delle Brigate Qassam di Hamas Abu Obeida sostiene che il destino di molti ostaggi israeliani è "sconosciuto nelle ultime settimane". "Molti di loro molto probabilmente sono stati uccisi a causa del bombardamento israeliano", accusa Hamas.    L’ufficio di Netanyahu smentisce le tesi statunitense assicurando che il premier sta "lavorando in ogni modo al rilascio dei rapiti il più rapidamente possibile".