Venerdì 19 Aprile 2024

Negoziato sugli ostaggi: "Tregua di sei settimane". Passi avanti al Cairo

Positivo il vertice tra i capi degli 007. Si tratta ancora

Negoziato sugli ostaggi: "Tregua di sei settimane". Passi avanti al Cairo

Negoziato sugli ostaggi: "Tregua di sei settimane". Passi avanti al Cairo

ROMA

A piccoli passi verso una tregua e uno scambio ostaggi israeliani per prigionieri palestinesi. Ieri al Cairo si sono visti la delegazione israeliana – composta dal capo del Mossad David Barnea, il capo di Shin Bet Ronen Bar, con l’aggiunta di Ophir Falk, un consigliere molto ascoltato di politica estera nell’ufficio del premier Benyamin Netanyahu – il capo della Cia Bill Burns, il numero uno dell’intelligence egiziana Abbas Kamel e il primo ministro del Qatar Sheikh Mohammed bin Abdulrahman al Thani. Separatamente, la delegazione di Hamas al Cairo, guidata da Khalil al-Hayya, vice del leader di Hama a Gaza Yahya Sinwar, ha incontrato il capo dell’intelligence egiziana Abbas Kamel.

Il testo al quale si sta lavorando differisce dalle ipotesi israeliana (due mesi di tregua con scambio ostaggi per un paio di centinaia di detenuti palestinesi) e di Hamas (tre tregue di 45 giorni con rilascio progressivo di ostaggi e centinaia di prigionieri palestinesi con ritiro definitivo e totale delle truppe israeliane). La bozza prevede una tregua di sei settimane, con congelamento delle unità israeliane nelle posizioni che hanno al momento dell’entrata in vigore della tregua e rilascio progressivo e coordinato dei 105 ostaggi che si presume siano ancora in vita (31 sarebbero deceduti) in cambio di 315 prigionieri palestinesi, quindi con rapporto 1/3, quasi tutti minori e donne, e comunque non responsabili di attacchi terroristici o di reati di sangue. Nella bozza si stabilisce che nelle sei settimane si svolgeranno negoziati per un cessate il fuoco permanente ed è garantita ai capi di Hamas nella Striscia la possibilità di uscire per recarsi in Paesi terzi. Fonti egiziane hanno spiegato che la mediazione ha già ottenuto quello che è stato descritto come un progresso "relativamente significativo" e che il focus è ora quello della stesura di "una bozza finale", per la quale serviranno altri 2 o 3 giorni di trattativa.

Nell’attesa che i negoziati raggiungano qualche risultato l’operazione di terra prosegue e Israele continua la pianificazione dell’offensiva a Rafah, che gli Stati Uniti e i maggiori Paesi occidentali, assieme agli alleati arabi, tentano di scongiurare, perché coinvolgerebbero oltre 1 milione di profughi. Secondo il Wall Street Journal, che cita fonti egiziane, Israele ha preparato un piano che prevede l’evacuazione dei civili lungo la costa di Gaza e l’ha presentato al Cairo. Il piano ha individuato 15 luoghi in ognuno dei quali ci dovrebbero essere 25mila tende e strutture mediche, che vanno dalla punta sud di Gaza City fino a Moassi, a nord della città di Rafah. I relativi costi – sempre secondo il Wsj – per Israele dovrebbero essere coperti dagli Usa e dai Paesi arabi. Ipotesi piuttosto improbabile.

A.Farr.