Lunedì 17 Giugno 2024

Mosca contro la Nato: "Ormai è in estasi militare". E Kiev tratta per l’arrivo di addestratori francesi

Invito di Stoltenberg a inviare più armi, il Cremlino accusa: cerca l’escalation. Nella Ue cresce il caso Orban per l’ennesimo veto sulle sanzioni alla Russia.

Mosca contro la Nato: "Ormai è in estasi militare". E Kiev tratta per  l’arrivo di addestratori francesi

Mosca contro la Nato: "Ormai è in estasi militare". E Kiev tratta per l’arrivo di addestratori francesi

ROMA

"Abbiamo fatto molto, dovremmo fare di più. L’Ucraina non può combattere con le mani legate a causa delle restrizioni sull’uso delle armi su territorio russo" insiste il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg. Fosse facile. Il problema in Europa è ben altro, superare il veto dei Paesi amici di Mosca, in particolare l’Ungheria di Viktor Orban (foto), a fornire aiuti militari tout court a Kiev. Dopo aver dato l’impressione all’ultimo Consiglio Europeo di non voler più mettersi di traverso, ieri al consiglio Esteri ha fatto l’opposto. Il ministro degli esteri ungherese Péter Szijjàrtò ha infatti annunciato il veto al 14° pacchetto di sanzioni Ue "perché nella sua attuale forma è assolutamente contrario agli interessi dell’Ungheria: non abbiamo ceduto alle pressioni".

E dire che ce ne sono state tante, dalla Germania ai Baltici, alla Polonia, alla presidenza di turno belga. Tutti infuriati. "Non possiamo permettere che gli aiuti militari a Kiev siano ostaggio di altre questioni" è sbottato Josep Borrell. Ma l’Ue è bloccata: ha 5 miliardi di euro a disposizione, ai quali vanno aggiunti i soldi degli extra profitti derivanti dall’immobilizzazione dei beni della Banca Centrale russa, e non può spenderli. Il che incoraggia gli Stati più interventisti ad agire per conto loro. Nelle scorse settimane il presidente francese Macron aveva detto che non è escluso che sia necessario mandare truppe combattenti a Kiev, ed era sembrata una boutade retorica o poco più. Non proprio.

La Francia sta discutendo con Kiev per fornire addestratori militari, che opereranno proprio in Ucraina. Un passo e mezzo verso gli scarponi sul terreno, anche se tutti sanno che sotto sotto, soldati occidentali già operano in Ucraina. Ma da qui a dirlo apertamente, ce ne corre. Il capo delle forze armate ucraine, Oleksandr Syrsky, aveva annunciato che i primi istruttori militari francesi saranno presto in Ucraina. Ma in serata Kiev ha tirato il freno: la trattiva è ancora in corso. Mosca gode. "La Nato, in estasi militare, è coinvolta direttamente nel conflitto, non si sta avvicinando a questo conflitto, c’è dentro" ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.

"Sono molti mesi che io sento dire che le cose vanno molto male e che la Russia sfonda – ha osservato ieri Giorgia Meloni a Rai Radio 1 – e anche questa è molta parte propaganda russa. I dati dicono un’altra cosa ovvero che il 24 febbraio 2023, dopo un anno di guerra, la Russa controllava il 17,2 per cento del territorio ucraino e oggi nel controlla il 17,5 per cento e che ha avuto più perdite rispetto a tutte quelle che avuto l’Italia durante la IIª Guerra Mondiale. Non mi pare che gli stia andando così bene questa guerra imperialista". Ma l’imperialismo russo si vede anche su altri quadranti. In Afghanistan, ad esempio. Ieri il ministro degli Esteri Lavrov ha annunciato che "i talebani saranno rimossi dalla lista delle organizzazioni terroristiche del governo russo". Apparentemente realpoltik, in realtà una mossa per sottrarre spazio ad altri e riconfermare le ambizioni di spregiudicato attore globale.

Alessandro Farruggia