Missili russi sull’Ucraina. Colpito museo a Leopoli. La storia ridotta a macerie

di Marta Ottaviani ROMA Anno nuovo, vita vecchia. Il 2024 è appena iniziato, ma in Ucraina non si avverte nulla del clima...

Missili russi sull’Ucraina. Colpito museo a Leopoli. La storia ridotta a macerie
Missili russi sull’Ucraina. Colpito museo a Leopoli. La storia ridotta a macerie

Anno nuovo, vita vecchia. Il 2024 è appena iniziato, ma in Ucraina non si avverte nulla del clima ovattato proprio delle feste. Il Paese per tutta la notte di Capodanno e la giornata di ieri è stato colpito da una pioggia di fuoco, soprattutto droni, ma anche otto missili, alla quale Kiev ha risposto con un attacco di droni su Donetsk che ha provocato almeno quattro morti e 13 feriti. Il sindaco di Leopoli, Andrij Sadovyj, ha reso noto che l’incendio scoppiato in seguito alla caduta di rottami di droni lanciati dall’esercito russo ha provocato la completa distruzione del museo di Storia della città ucraina: "Simbolico e cinico. Una guerra contro la nostra storia", ha scritto su Telegram.

Non si ferma nemmeno la guerra delle parole. Il presidente russo Putin, durante il tradizionale discorso alla nazione la sera di Capodanno, ha affermato che la Russia raggiungerà tutti gli obiettivi che si è prefissata. "Non c’è una forza in grado di fermare il progresso" ha detto il numero uno del Cremlino, lodando il senso di unità del popolo russo e definendo ‘eroi’ i soldati al fronte. "Abbiamo ripetutamente dimostrato che siamo in grado di risolvere i compiti più difficili e che non ci tireremo mai indietro, perché non c’è forza che possa dividerci". Ieri il capo di Stato, che a marzo correrà per il terzo mandato consecutivo da presidente e che negli ultimi mesi ha deciso di comparire molto più spesso in pubblico, ha visitato l’ospedale militare Vishnevskij e rivolgendosi ai feriti ha osservato che la situazione in Ucraina sta cambiando, gli attacchi si intensificano. "L’Ucraina sta finendo le attrezzature militari e noi ne aumenteremo la produzione: li spazzeremo via". Non ha fatto i conti con il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, che nel suo discorso di Capodanno ha replicato, spiegando che nel 2024 "il nemico subirà le devastazioni della nostra produzione interna" di droni. "I nostri piloti stanno già padroneggiando gli F-16 – ha aggiunto - e li vedremo nei nostri cieli, in modo che i nostri nemici possano certamente vedere qual è la nostra vera ira".