Pena di morte, oggi la prima esecuzione con maschera di azoto negli Usa. Come funziona

Mai applicata prima: i medici sostengono sarà veloce e indolore, ma i legali del condannato temono una lunga agonia. Kenneth Eugene Smith sarebbe dovuto morire nel 2022 con un’iniezione letale, ma i medici non trovarono la vena

Kenneth Smith, condannato a morte in Alabama (Ansa)

Kenneth Smith, condannato a morte in Alabama (Ansa)

Montgomery (Alabama), 25 gennaio 2024 – È fissata per oggi l’esecuzione del 58enne Kenneth Eugene Smith, condannato per aver ucciso Elizabeth Sennett il 18 marzo 1988. L’uomo avrebbe agito come sicario, massacrandola a suon di attizzatoio e finita con una pugnalata al petto. La scena del crimine sarebbe stata poi manipolata per farla sembrare un furto finito male. Ad averlo “assunto” – dicono le sentenze – era stato proprio il marito della donna, un predicatore cristiano oberato dai debiti, che aveva programmato l’omicidio per riscuotere il denaro dell’assicurazione sulla vita della 45enne. L’uomo si è poi suicidato. Gli altri sicari ingaggiati sono già morti: John Forrest Parker, è stato giustiziato nel 2010, mentre Billy Gray Williams è deceduto a causa di una malattia nel 2020. 

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Durante il processo, Smith ha ammesso di essere stato presente nell’abitazione dei Sennett al momento dell’omicidio, ma ha negato di avervi preso parte concretamente. La giuria popolare lo ha condannato all’ergastolo, con una maggioranza di 11 a 1. Tuttavia, il giudice ha deciso di annullare la delibera, imponendo a Smith la pena di morte. Nel 2022, dopo 33 anni nel braccio della morte, tutto era pronto per la sua esecuzione, ma i medici incaricati non sono riusciti a trovare la vena in cui inserire l’ago dell’iniezione letale, pur provandoci per 4 ore. È stata quindi imposta una sospensione, per il timore di non concludere la procedura nei tempi stabiliti. 

Lo Stato dell’Alabama ha quindi trovato un altro metodo per giustiziare Kenneth Smith: l’ipossia da azoto, che consiste nel legare il condannato, per poi porre sul suo volto una maschera dalla quale respirerà il gas, che dovrebbe causare il decesso in pochi minuti, dopo aver perso i sensi. Ma il condizionale è d’obbligo: questa metodologia non è mai stata sperimentata, e gli avvocati del 58enne non escludono che la morte possa sopraggiungere piuttosto per soffocamento nel proprio vomito, il che violerebbe gli standard di ‘morte etica’ fissati dalla legge. Persino i veterinari escludono la ‘maschera di azoto’ come sistema di eutanasia per gli animali. Lo stesso team legale ha anche espresso il proprio disappunto per il secondo tentativo di giustiziare Smith, che a loro avviso non rispetta l’ottavo emendamento della costituzione statunitense, che vieta le punizioni “crudeli e disumane”. 

L’ultima sperava nella Corte Suprema, che però ha respinto l’istanza con cui si chiedeva di fermare l’esecuzione. L’Alabama ha ora 30 ore per compiere le procedure, a partire dalle 6 del mattino ora locale (le 13 italiane). A Smith sarà concesso un ultimo pasto di sua scelta, poi sarà scortato nella stanza dell’esecuzione, dove i medici non daranno il via all’azoto fino alla fine della lettura degli atti.

Kenneth Smith si è detto “terrorizzato” dalla situazione, specie dopo il precedente tentativo fallito, che gli avrebbe causato dei pesanti traumi. Stando alle stime riportate dall’Ansa, la leggera maggioranza degli statunitensi è ancora favorevole alla pena capitale, con un picco dell’81% tra gli elettori repubblicani. Tuttavia, dal 1999 in poi si è assistito a una curva generalmente discendente, passando da 98 esecuzioni alle 24 del 2023. L’Alabama è lo Stato con più prigionieri nel braccio della morte, ben 165.