Martedì 16 Aprile 2024

La Marina Usa rischia di rimanere a corto di caccia. Stop ai F/A-18 Super Hornet, ma i futuri F/A-XX di sesta generazione rallentati dal tetto di spesa federale

Uno stop allo sviluppo dei modernissimi aerei conseguenza dei vincoli del Fiscal Responsibility Act del 2023. Il rischio è che il Pentagono perda l’Air Superiority tanto cercata

Uno dei primo concept della Boeing dei futuri caccia d'attacco stealth l'F/A-XX di sesta generazione

Uno dei primo concept della Boeing dei futuri caccia d'attacco stealth l'F/A-XX di sesta generazione

Roma, 1 aprile 2024 - La Marina degli Stati Uniti rischia di rimanere a corto di caccia per una questione fiscale. Il nodo del problema è nella volontà della US Navy di sostituire i gloriosi, ma datati, F/A-18 Super Hornet in servizio dal 1999, di quarta generazione, con i futuri caccia d'attacco stealth (Invisibile) l'F/A-XX di sesta generazione, ma ancora da produrre (Il programma è segretissimo e non si sa a che punto sia, ndr).

Sviluppo nuovi caccia rallentato da limiti di budget

Per lo sviluppo dei nuovi caccia super moderni la Marina statunitense aveva previsto di ricevere un budget da 1,5 miliardi di dollari entro l'anno fiscale 2025, ma i vincoli del Fiscal Responsibility Act del 2023, emersi da un accordo tra Democratici e Repubblicani per evitare il classico default tecnico del governo Usa, portarono all'aumento dei limiti del debito federale e di quelli di alcune spese federali per circa due anni, tra cui quelle militari. Così la Difesa si è ritrovata con un tetto di spesa per la difesa di 895 miliardi di dollari per il 2025, con Marina e il Corpo dei Marines che si dovranno dividere 257,6 miliardi di dollari, con ripercussioni sui programmi futuri. E anche i grandi appaltatori aerospaziali americani come Boeing, Lockheed Martin e Northrop Grumman sono rimasti delusi visto che era già partita la corsa ad accaparrarsi il contratto per sviluppare questi nuovi caccia.

F/A-XX con GAD e PCA per il dominio aereo

Il programma F/A-XX punta allo sviluppo di un caccia di sesta generazione (Ma si parla già della settima con il pilota che guida da remoto come un drone, ndr) che imponga la superiorità aerea con sistemi di Next Generation Air Dominance (NGAD). Nodo cruciale è il “Penetrating Counter Air”, un programma altamente classificato, quindi segretissimo, dell'aeronautica americana (USAF) per aumentare la letalità e garantire la superiorità aerea dei propri velivoli da combattimento.

Cambiano le capacità richieste ai caccia

Ed è proprio il sistema di ingaggio dei caccia che sta cambiando, infatti le capacità dei jet di quinta generazione di combattimento aria-aria, di supporto sul campo di battaglia e di attacco a terra dovranno essere migliorate e adattate alle future sfide. Infatti nonostante si sentano notizie di scramble per intercettare caccia e jet Usa e cinesi, o russi, che si sfiorano in cielo per sfida, il combattimento ravvicinato tra caccia è meno ricercato: ora servono maggior supporto alle forze di terra, tecnologie informatiche, spaziali, e conterà sempre più l'abilità di ingaggiare i nemici oltre il raggio visivo e la capacità missilistica aerea. In un futuro non molto lontano ai caccia poi sarà richiesto la possibilità di decollare con o senza equipaggio, la possibilità di integrarsi nelle missioni con i droni, di sfruttare sensori satellitari e di terra per garantire l'Air Superiority cercata dal Pentagono, budget e fisco permettendo.