“La Luna si restringe”, esperti lanciano l’allarme: “Faglie e terremoti, più rischi per le missioni umane”

Il satellite terrestre è sempre più piccolo e instabile, ponendo quesiti sulla sicurezza delle future missioni lunari dell’uomo

La Luna vista da Belgrado

La Luna vista da Belgrado

Roma, 26 gennaio 2024 - Altro che super Luna, il satellite terrestre in realtà si sta restringendo. Resta un bersaglio facile per le varie esplorazioni di questo periodo, dalla Cina al Giappone, ma è più piccola, e non di poco. Secondo uno studio dell'Istituto americano Smithsonian e pubblicato sulla rivista The Planetary Science Journal, la circonferenza della Luna si è ridotta di 45 metri, conseguenza in centinaia di migliaia di anni di graduale raffreddamento del suo nucleo.

La ricerca porta l'esempio dell'uva che raggrinzisce trasformandosi in uva passa, così anche il corpo celeste più vicino alla Terra nel tempo ha sviluppato pieghe e faglie i varie parti di crosta lunare che si scontrano l'una contro l'altra. Un fenomeno caratterizzato da terremoti e frane, quindi un rischio che andrebbe meglio valutato per le prossime missioni lunari.

La valle Taurus-Littrow, dove è atterrato l'Apollo 17 (nell'asterisco). Sotto al punto di atterraggio c'è la scarpata della faglia Lee-Lincoln che avrebbe provocato numerosi terremoti lunari.
La valle Taurus-Littrow, dove è atterrato l'Apollo 17 (nell'asterisco). Sotto al punto di atterraggio c'è la scarpata della faglia Lee-Lincoln che avrebbe provocato numerosi terremoti lunari.

Tra le zone a rischio infatti c'è proprio la regione del polo sud, individuata dalla Nasa, per farci atterrare la missione Artemis III. Thomas Watters, coordinatore dello studio, e i suoi collaboratori ritengono che un gruppo di faglie individuate dal Lunar Reconnaissance Orbiter della Nasa proprio nella regione polare meridionale della Luna, sarebbero la conseguenza di uno dei più potenti terremoti registrati sulla Luna, e registrato oltre 50 anni fa dai sismometri lasciarti sulla Luna dalle varie missioni Apollo.

Il terremoti sulla Luna, oltre ad essere simili a quelli sulla Terra, e con la stessa forza distruttiva, cosa che metterebbe a rischio le missioni umane, hanno anche la particolarità di durare ore, e non solo pochi secondi. E proprio il sisma catastrofico di 50 anni fa toccò la magnitudo 5.0 e durò un intero pomeriggio.

Per questo Watters avverte: "La distribuzione globale delle nuove faglie, la possibilità che siano attive ed il rischio che formino altre faglie in seguito alla contrazione globale in corso, sono fattori che dovrebbero essere presi in considerazione quando si pianifica la posizione e la stabilità dei futuri avamposti permanenti sulla Luna" .