Le storie dei prigionieri. Donne tenute in gabbia, bimbi zittiti dai terroristi con i fucili puntati

Le storie dei prigionieri. Donne tenute in gabbia, bimbi zittiti dai terroristi con i fucili puntati

Le storie dei prigionieri. Donne tenute in gabbia, bimbi zittiti dai terroristi con i fucili puntati

Il ritorno degli ostaggi a casa è un salto dalla gioia al baratro scavato dai primi, reticenti racconti sulla prigionia. Come ha dichiarato la zia di Eitan Yahalomi (foto), il 12enne franco-israeliano rilasciato lunedìi: "Mio nipote ha subito orrori per mano di Hamas, è stato costretto a guardare il video del massacro del 7 ottobre, minacciato con i fucili ogni volta che piangeva, così come gli altri bambini tenuti in cattività nei tunnel della Striscia", ha riferito in un’intervista alla tv pubblica francese Deborah Cohen. "Quando sono arrivati a Gaza, tutti i civili, tutti, lo hanno picchiato. Stiamo parlando di un bambino di 12 anni". Poi si è detta scioccata per aver saputo da Eitan che è stato costretto "a guardare il film dell’orrore". 

Altrettanto traumatica la testimonianza riferita dal Forum delle famiglie e dei dispersi: "Donne israeliane rapite il 7 ottobre sono state tenute in gabbia dai terroristi a Gaza". Come Emily Hand, 9 anni compiuti mentre era nella Striscia, tornata dal padre sabato: "Riferendosi al luogo dove si trovava, mi ha detto che era una scatola", ha affermato Thomas Hand in un’intervista alla Cnn. La bambina poi ha raccontato che i terroristi l’hanno portata di casa in casa mentre le forze israeliane attaccavano la Striscia: "È terrificante. Essere tirati, trascinati, spinti... sotto il fuoco probabilmente", ha dichiarato l’uomo. Ma "la parte più inquietante da quando abbiamo rivisto Emily è che non voleva parlare normalmente. Sussurrava talmente piano che non la potevi sentire. È stata condizionata a non fare rumore".